Luca Banchi ricorda la sua avventura all’Olimpia Milano: “Un solo rammarico…”

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Il commissario tecnico dell’Italbasket, Luca Banchi, ha ricordato la sua esperienza con l’Olimpia Milano.

Arrivato alla guida delle Scarpette Rosse dopo l’esperienza a Siena, il tecnico grossetano ha vinto lo Scudetto e sfiorato le Final Four di EuroLega al primo colpo. L’anno dopo ha fallito gli obiettivi campionato e Coppa Italia, venendo così allontanato con una stagione di anticipo rispetto alla scadenza del contratto. Per lui, tifoso biancorosso fin da piccolo, l’esperienza all’Olimpia è stata comunque significativa, seppur con il rammarico di aver lasciato a metà il percorso.

L’incontro con persone come il signor Armani e il signor Dell’Orco mi ha portato in una dimensione completamente nuova, dandomi credibilità anche a livello internazionale. Resta però un piccolo rammarico: ero arrivato con un contratto biennale poi esteso a tre anni, ma non sono riuscito a completare il percorso né a lasciare pienamente la mia impronta sull’Olimpia. So che ogni allenatore ha bisogno di tempo, anche nei momenti difficili, mentre per me fu decisivo il primo calo di rendimento. Nonostante questo, con il club è rimasto un rapporto solido a livello umano e personale, e porto con orgoglio l’aver realizzato un sogno importante della mia carriera.

Quella Olimpia del 2014 è uno dei gruppi che maggiormente sono rimasti nel cuore dei tifosi, non solo per aver vinto il tricolore a 26 anni di distanza dall’ultima volta.

Ricordo l’idea di costruire un nucleo di giovani italiani: Alessandro Gentile al massimo della forma, Niccolò Melli in crescita anche a livello europeo, Daniel Hackett e la scoperta di Bruno Cerella, diventato rapidamente un idolo del Forum. Accanto a loro c’erano giocatori come Langford, Samuels, Jerrels e Moss, un gruppo considerato difficile ma che io ho sempre visto come ricco di personalità. Sono convinto che per vincere servano non solo talento e capacità, ma anche carattere: quella squadra sapeva prendersi responsabilità nei momenti decisivi e lavorava duramente. Il club aveva chiaro l’obiettivo di riportare lo scudetto a Milano, mentre io ritenevo fondamentale crescere anche in Europa per alzare ulteriormente il livello.

Fonte: La Repubblica

Redazione BasketUniverso

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