Il commissario tecnico della Nazionale di basket, Luca Banchi, era presente a Rimini per la Final Four LNP. Durante la manifestazione ha rilasciato un’intervista a Quinto Quarto, parlando della pallacanestro azzurra e del suo stato di salute.
Il movimento è solido e in continua crescita, anche se siamo ben consapevoli che esistono alcune lacune sulle quali stiamo lavorando con attenzione. Spesso però tendiamo ad avere una visione eccessivamente negativa di ciò che accade: in realtà si tratta per lo più di episodi isolati, che vanno considerati come tali e non generalizzati. Quando emergono situazioni problematiche, bisogna vederle come opportunità per progredire e migliorare, non come motivi per giudizi drastici. A livello giovanile, nell’ultima estate le nostre Nazionali hanno ottenuto risultati straordinari, confermando il valore del lavoro svolto. Possiamo contare su una scuola allenatori di altissimo livello. Tecnici come Galbiati e Tabellini, oggi tra i più interessanti in Europa, sono il frutto di questo percorso formativo: un motivo di grande orgoglio per tutto il sistema. Allargare la base dei praticanti e investire nella qualità delle infrastrutture, unendo questi aspetti al talento già presente tra i giocatori, rappresenta la strada principale per favorire una crescita ulteriore e strutturata dell’intero movimento.
Questa generazione sembra essere destinata a raggiungere risultati importanti. Credo che non si parli abbastanza dei talenti che stiamo producendo. Dame Sarr gioca per Duke, ateneo al primo posto del ranking NCAA, è stabilmente in quintetto con 30 minuti giocati. L’ultimo in ordine temporale è Luigi Suigo: ce lo invidia tutta Europa, è un predestinato, come lui ce ne sono pochi, certi talenti non li trovi neanche negli Stati Uniti. Dobbiamo goderci ciò che abbiamo e cercare di valorizzarlo. Questa estate probabilmente avremo ancora più partecipazione in Nazionale, così da poter vedere meglio il reale volto di questo gruppo e il suo potenziale a breve termine. Penso però che questa generazione sia proiettata maggiormente a un risultato agli Europei 2029 che ai Mondiali 2027, dove sarebbe un’impresa titanica qualificarci, visti gli accoppiamenti che ci sono capitati.
