Ma Charlie merita davvero tutto questo?

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Carlo “Charlie” Recalcati è uno degli uomini più amati ed osannati da tutti i tifosi della storia della Pallacanestro Cantù, che abbiamo 10 o 70 anni, nonché uno dei più grandi giocatori e allenatori che il basket italiano abbia mai sfornato (era lui il c.t. del favoloso argento ad Atene 2004).

Charlie Recalcati sedeva sulla panchina di Venezia dal 2014.

“Ul Carlet”, come moltissimi aficionados canturini lo chiamano, è in trattativa da ormai quattro giorni per tornare ad essere l’allenatore della squadra brianzola. I primi abboccamenti ci sono stati circa tre settimane fa, quando Irina Gerasimenko, presidentessa e moglie del patron Dmitry, ha invitato Recalcati ad assistere agli allenamenti al fianco di Andrea Mauri, il braccio destro del russo in Italia. Domenica sera, durante la partita contro Capo d’Orlando, sono iniziate le vere e proprie discussioni sulla firma del contratto per il finale di questa stagione e di tutta quella prossima. Sembrava davvero tutto fatto, si attendeva solo il comunicato per lunedì mattina, ma poi ci sono state delle complicazioni. Tante complicazioni. Due in particolare: la durata del contratto e lo stipendio. Charlie voleva garanzie anche sulla prossima stagione mentre Dmitry preferiva porre una clausola di uscita, da parte di entrambe le parti, al termine dell’annata in corso, così magari da andare a cercare un altro allenatore. Questa clausola non è stata per niente ben accettata dall’ex Venezia perché voleva garanzie su un progetto tecnico serio a medio-lungo termine, per poter riportare Cantù in alto, non di certo alle vette di quando lui giocava, ma almeno in zona playoff. E poi la parte economica, si sa, uno fa un’offerta, l’altro ne fa un’altra, e poi, se si vuole chiudere l’affare, più o meno a metà ci si accorda. O comunque ci si viene incontro.

Ieri, come detto dal legale dell’allenatore, Floriano Storelli, a La Provincia di Como, sono stati sciolti anche questi ultimi indugi e quindi la questione sembrava risolta, con Recalcati pronto a risposarsi con l’amata Cantù fino al 30 giugno 2018. Può essere davvero finito tutto qui? Ebbene no. Infatti, nella serata di ieri, il patron Gerasimenko, ora a Cipro, ha preferito rimandare la decisione a questa mattina, giovedì, prendendosi così un’altra notte per meditare bene se puntare su di lui recalcati-veneziaoppure no, anche per la prossima stagione. I motivi per cui stia tentennando così tanto sono a noi oscuri, sono cose che solo Dmitry sa, ma certamente sono legati alla volontà di Recalcati di essere l’allenatore anche nel 2017-2018, visto che Gerasimenko preferirebbe un “traghettatore” verso la salvezza con opzione per il prossimo anno, come aveva proposto in prima istanza allo stesso ex C.T. Ora la palla è a Cipro, sta a lui decidere se schiacciare a canestro oppure far saltare tutto perché ora siamo arrivati davvero all’ “aut aut”, o dentro o fuori.
Ma quali potrebbero essere le alternative in tutto ciò? In verità sono solo due: la soluzione interna Marco Sodini oppure Luca Bechi, vicino a Gianluca Berti, direttore sportivo della società. Il favorito in questa possibile corsa pare essere l’ex Torino, che non allena da circa un anno, dopo l’esonero proprio con l’Auxilium.

Ora però c’è da porsi davvero un interrogativo: è giusto che si tenga sulle spine un mostro sacro della Pallacanestro Cantù come Carlo Recalcati fino a giovedì mattina, quando lui ha dato la disponibilità praticamente domenica sera, con solo alcune richieste, per di più lecite? La risposta naturalmente non spetta a noi ma i tifosi canturini non stanno affatto vivendo bene questa vicenda, tenendo anche conto del fatto che lunedì ci sarà un match importantissimo per la salvezza, come lo saranno tutti quanti, da qui a fine anno, al PalaDesio, contro una Reggio Emilia assetata di sangue. In più, Charlie ha dimostrato ancora una volta l’amore che ha nei confronti di questa società, che gli ha dato sì tanto, perché gli ha permesso di diventare uomo, in tutti i sensi, ma alla quale ha dato tantissimo, da giocatore, da allenatore e, soprattutto, da uomo.

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