Manca solo l’annuncio della separazione tra Pozzecco e Orlandina, destinazione Varese

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Le strade di Gianmarco Pozzecco e dell’Orlandina si separano. A darcene conferma direttamente il presidente biancazzur-ro Enzo Sindoni. La decisione è arrivata al termine di un colloquio che ha ribadito ciò che si sapeva da tempo. Che il 41enne triestino avrebbe lasciato Capo d’Orlando per tornare a Varese, stavolta in panchina, società a cui è accostato da oltre un mese (accordo per un biennale più un’opzione sul terzo). Già oggi è atteso l’annuncio ufficiale.

Gianmarco_Pozzecco_-_Orlandina_Basket_2013_-_01La notizia arriva all’indomani della sconfitta in gara-3 di finale che ha dato la promozione a Trento. Una sconfitta comunque subito digerita. Nessuna delusione a Capo d’Orlando, visto che si è reso onore alla squadra che si è rivelata, alla lunga, la più forte della stagione. L’Upea può ripartire con entusiasmo e con la concreta possibilità di un ripescaggio die, se avverrà, maturerà tra l’I 1 e il 18 luglio. Si è chiusa una stagione meravigliosa, «la migliore di sempre, considerando che nel 2005 capimmo a febbraio che saremo andati in A» ha commentato ancora Enzo Sindoni. La stagione 2013-14 va in archivio con questi numeri: 41 partite ufficiali con un bilancio di 28 vittorie e 13 sconfitte, 3 sole sconfitte interne ed il secondo posto finale, sia nella stagione regolare che nei playoff. Un campionato che, sull’onda degli acquisti dei “senatori” Soragna, Basile e Nicevic, aveva visto il taglio del playWright, poco prima che iniziasse il torneo, con l’arrivo, ritardato, di D’Wayne Mays, l’altro Usa ad integrare l’ala, sconosciuta al momento dell’at- Ribadito ciò che si sapeva da tempo: il ritorno a Varese del coach triestino adesso è certo tracco a Capo d’Orlando, Dominique Archie che, alla lunga, si rivelerà un fattore. Le conferme di Portannese e Benevelli, l’ingaggio di alcuni giovani di belle speranze (Laquintana, Ciribe-ni, Cefarelli, poi andato a Napoli e al suo posto arriverà Rudy Valenti in uscita da Lucca) per completare l’organico riaffidato a Gianmarco Pozzecco. L’avvio dell’Upea era nerissi-mo : uno score di 0 vinte e 3 perse contro Brescia, in casa con Biella e a Casale Monferrato. La svolta con il ritorno del “Baso” e l’esordio dell’ex play-guardia di Scafati. L’Orlandina infilava sette vittorie di fila, tra Ferentino in casa, il derby di Barcellona (6/9 da tre di Basile), Verona, i colpi di Torino, Forlì e Veroli, in- colpo d’occhio. La splendida coreografia dei tifosi paladini tramezzati dal successo interno contro Napoli e così l’Upea risaliva sino al secondo posto, scendendo di un gradino con due sconfitte di fila: in casa con Trieste e nella fatai Trento. Poi battuti in fila al “PalaFantozzi” Trapani e Jesi, la vittoria di Imola faceva virare l’Upea con 10 vittorie e 20 punti al secondo posto. Al ritorno Brescia piegato in casa, exploit a Biella e tris contro Casale Monferrato per un’altra serie di successi consecutivi che sifermavaaFerentino e Verona: nel mezzo, però, ecco la rimon-tona contro Barcellona, il 30-4 degli ultimi 7′. Il “PalaFantozzi” diventava un fortino: non passavano anche Torino, Forlì, Veroli, la capolista Trento e la retrocessa Imola, per conservare il secondo posto bastava vincere a Trieste e Jesi, pur dovendosi arrendere nel derby di Trapani. Nei playoff 2-0 immediato nello spettacolare derby contro Barcellona, sconfitta esterna in gara-3 ma successo in gara-4 perla quinta vittoria, su sei confronti, decisa ancora da Basile. In semifinale la temuta Verona. L’Upea chiude 3-1. In finale una Aquila Trento meglio messa atleticamente, viene promossa con un 3-0 che non ammette discussioni. All’Orlandina l’onore delle armi. »

Fonte: Gazzetta del Sud

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