Manu Ginobili VS Vince Carter

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Emanuel David Ginobili e Vince Lamar Carter Jr. sono due dei giocatori che più hanno segnato gli ultimi 10-15 anni di pallacanestro NBA, ma anche a livello europeo per il campione argentino. I ruoli attuali nelle squadre in cui militano sono simili per certi versi, in quanto entrambi entrano dalla panchina per dare una mano (soprattutto a livello offensivo) al quintetto e sono entrambi presenti in campo nei momenti più caldi della loro partita, per la loro esperienza e per il loro carisma.

ATTACCO: dal punto di vista meramente realizzativo, Vinsanity ha sicuramente qualcosa in più di Ginobili. Infatti mentre Carter è un scorer purissimo, El Narigon è sempre stato più un facilitatore che un realizzatore, come testimoniano le statistiche in carriera dei due: 21.3 punti, con un picco di 25 nel 2000-2001, di media in carriera per lo statunitense contro gli “appena” 14 dell’argentino, che ha avuto il suo massimo rendimento dal punto di vista realizzativo nel 2007-2008. Oltretutto Carter è un atleta di un altro pianeta rispetto a Ginobili, oltre ad avere un tiro dalla distanza leggermente più affidabile dell’ex Virtus Bologna. Punto per Vinsanity.

DIFESA: nonostante Ginobili sia inferiore rispetto a Carter per le caratteristiche del “difensore tipo” della NBA odierna (che deve essere rapido e fisicamente potente), ha sviluppato un’intelligenza cestistica quasi senza pari che gli permette di posizionarsi velocemente sulle linee di penetrazione degli avversari dal lato debole (alla Shane Battier per intenderci) ma anche di subire un notevole numero di sfondamenti in 1vs1; l’argentino è superiore anche per quanto riguarda l’aspetto puro della “steal”, che tramuta istantaneamente in contropiede o in una rapida transizione offensiva. L’unico aspetto in cui Carter può superare Ginobili in fase difensiva è la maggior capacità (fisica) di riuscire a difendere in situazione di post basso, ma per tutto il resto prevale la guardia degli Spurs.

GESTIONE DEL GIOCO: stavolta non c’è alcun dubbio sull’assegnazione del punto: Ginobili ha decisamente qualcosa in più di Carter dal punto di vista della gestione. Nonostante le statistiche non gli rendano grande merito, si parla di 4 assist di media in carriera contro 3.7, El Contusion è una delle guardie più efficienti di sempre sia come gestore dei ritmi di gioco, infatti sostituisce spessissimo Parker come portatore di palla, sia come passatore. Carter invece, pur essendo un buonissimo passatore, non si è mai distinto particolarmente per la capacità di mettere in ritmo i compagni pensando, soprattutto nei primi anni della sua carriera, prima a mettere in ritmo se stesso.

LEADERSHIP: mentre Carter non è mai riuscito a portare le sue squadre al titolo o ad un passo da esso, lo stesso non si può dire per Ginobili: ha infatti vinto 3 titoli NBA, quello del 2005 da MVP assoluto, benché fu assegnato a Duncan, 1 Eurolega con Bologna e l’Olimpiade 2004 con la sua Argentina. La leadership indiscussa e lo straordinario carisma, oltre all’incredibile talento, fanno sì che sia il giocatore preferito di Greg Popovich, l’allenatore più rigoroso ed esigente dell’NBA, il quale gli concede più improvvisazioni di quante non ne conceda a qualunque altro membro del roster. Punto a Ginobili.

CLUTCH: entrambi sono due scorer affidabili nei momenti topici, con Carter che ha messo molti più buzzer beater, complice l’essere quasi sempre stato il go-to-guy della squadra, mentre Ginobili si è reso decisivo per le sorti della partita anche con assist decisivi o difese superlative. Entrambi hanno compiuto qualche errore importantissimo durante la loro carriera, come la tripla sbagliata durante le finali di conference contro i Philadelphia 76ers di Iverson per VC e la penetrazione con annessa palla persa contro gli Heat durante le Finals 2013 per Manu. Non ce la sentiamo di assegnare questo punto a nessuno dei due giocatori.

VERDETTO: due giocatori che, come abbiamo visto, sono molto diversi tra loro, quasi complementari. Nonostante il verdetto sia un secco 3-1 a favore dell’argentino, il confine tra i due giocatori è molto più labile: parliamo infatti di due giocatori straordinari che rientrano probabilmente entrambi tra le miglior 5-10 guardie del nuovo millennio.

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