Marco Belinelli a Sky Sport: “Atlanta ci ha provato più volte, ma non mi aspettavo di lasciare gli Hornets”.

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Marco Belinelli, nella notte protagonista della trade tra Charlotte Hornets e Atlanta Hawks che ha portato l’azzurro in Georgia e Howard in Nord Carolina, è stato intervistato questa mattina dalla redazione di Sky Sport in merito alla notizia e al suo approdo alla corte di Budenholzer:

Sulla trade: “Non me lo aspettavo, devo essere sincero, ma allo stesso tempo noi giocatori NBA — se non ti chiami LeBron James — viviamo sempre un po’ sul chi va là, sapendo che uno scambio in questo periodo dell’anno può sempre succedere. Non conta se hai giocato bene o no — come reputo di aver fatto io a Charlotte lo scorso anno — perché le trade di questo tipo sono principalmente una questione legata ai salari e al business”.

Reazione alla notizia: “Beh, un po’ di rabbia c’è, non lo nascondo, perché se non ci fosse vorrebbe dire che non mi interessa nulla del mestiere che faccio, che non ci tengo abbastanza. Sei parte di un progetto, di un gruppo, di una realtà e in un attimo vieni a sapere di esserne fuori. Sono abbastanza convinto che Charlotte in realtà non volesse darmi via ma anche alla luce della mia ultima buona stagione ero un ‘asset’ più appetibile di altri sul mercato. Posso immaginare ad esempio che gli Hornets abbiano proposto Plumlee più Jeremy Lamb agli Hawks e davanti alla loro risposta negativa siano stati forzati a includere il mio nome invece di quello di Lamb. Funziona così, oggi poi li sentirò telefonicamente — a partire proprio da coach Clifford — e magari ne saprò di più”

Sui Charlotte Hornets: “A Charlotte io mi sono trovato bene, come ho sempre detto, e loro sono stati importanti per rilanciarmi dopo l’anno trascorso a Sacramento. Vengo scambiato per un giocatore importante come Dwight Howard, la cosa in parte mi inorgoglisce anche un po’: sotto con Atlanta, nuova avventura, sono davvero carico.

Su Mike Budenholzer e Atlanta: “Mi ha appena mandato un messaggio, ce l’ho qui davanti a me: ‘Sono molto felice di poterti aggiungere al nostro roster. Ho sempre desiderato allenarti. Chiamami appena ne hai la possibilità’. Sono belle parole, importanti, pomeriggio lo sentirò e avremo il nostro primo confronto. Atlanta mi aveva cercato già negli ultimi due-tre anni, per cui è bello sentirsi stimati e desiderati. Per quello che conosco coach Budenholzer mi sembra una grandissima persona e sono sicuro che mi troverò bene con lui, perché fa giocare le sue squadre in maniera simile a come giocavano gli Spurs, tanti tagli e molto movimento di palla, tanti aiuti in difesa e grande importanza al collettivo”

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