Mark Cuban critica la AAU, Harrison Barnes non apprezza

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Hanno sollevato qualche polemica le recenti dichiarazioni di Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks, riguardante la crescita e lo sviluppo dei talenti americani del liceo. Cuban ha dichiarato ad Eurohoops un paio di giorni fa che, fosse per lui, i ragazzi che partecipano al McDonald’s All-Americans (la partita che vede protagonisti ogni anno i migliori liceali degli States) dovrebbero prima passare degli anni in Slovenia per imparare a giocare a basket. La Slovenia: guarda caso proprio la Nazione che ha dato i natali al “suo” Luka Doncic, anche se il #77 dei Mavs è cestisticamente cresciuto in Spagna, nel Real Madrid.

Se prendessimo i nostri migliori ragazzi, e sette anni prima che diventino McDonald’s All-American li mandassimo in Slovenia, la NBA sarebbe mille volte migliore. Lì imparano a giocare a basket, mentre da noi imparano come schernire gli avversari e farsi fare i mixtape .

Cuban ha poi proseguito su Twitter, rispondendo ad un messaggio che lo accusava di voler mettere in cattiva luce gli afroamericani in favore di talenti bianchi come Doncic o Nowitzki:

Non sto gettando ombre su alcuna cultura. Penso che la AAU [l’equivalente liceale della NCAA, ndr] sia terribile. E’ qualcosa che ripeto da anni. La AAU organizza tornei per ragazzini e sembra che chiunque ci giochi voglia avere o abbia un mixtape.

I commenti di Cuban non hanno però indispettito solo qualche utente di Twitter. Harrison Barnes, giocatore proprio dei Mavericks, ha commentato a The Undefeated in maniera piccata le parole del proprietario della sua franchigia. L’ex Warriors ha tra l’altro partecipato al McDonald’s All-Americans nel 2010.

Come dichiarazione, non mi trova d’accordo. Come battuta, non la trovo divertente. E francamente non penso rifletta il motivo che rende la NBA speciale. La cosa bella della nostra Lega è che è composta da giocatori di tutto il mondo. Cresciamo con qualsiasi tipo di background diverso e per questo abbiamo punti di vista unici. Dovremmo celebrare questo. Condividiamo questi punti di vista tra noi, i problemi delle nostre comunità e non abbiamo paura di imparare da queste e condividerle. E’ la nostra forza.

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