Matteo Boniciolli: “Io in B2 era impensabile. A Pesaro per la salvezza, sono quello che deve ribaltare il tavolo”

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Ha parlato un po’ di tutto Matteo Boniciolli al Corriere di Bologna, a poche ore dal suo esordio assoluto sulla panchina della VL Pesaro. L’ex coach della Fortitudo Bologna è stato fermo per quasi un anno per via di problemi fisici che ne hanno compromesso gli ultimi mesi con la F:

Il rimpianto è di aver affrettato il rientro l’anno scorso: ho finto di dimenticarmi di avere 56 anni, il mio fisico me l’ha ricordato con lo svenimento negli spogliatoi a Forlì. Non avessi forzato, avrei finito la stagione. Mi sarebbe piaciuto esserci a giocarmi la promozione, magari sarebbe stato anche giusto, ma la vita è così. Tornando a fare questo mestiere so di essere un privilegiato.

Ho la presunzione di pensare che le radici del lavoro che sta facendo la Fortitudo vengano da lontano. In 4 anni, ridendo e scherzando, tra finali e semifinali, abbiamo portato alla società tre stagioni di sold-out, 1.5 milioni di euro di incassi all’anno. Senza Myers e Fucka, ma con Quaglia e Raucci. La gente però usciva contenta. Partendo dalla quarta serie, uno con il mio curriculum in B2 era impensabile, una follia che si poteva fare solo per la Fortitudo.

Poi su Pesaro, che affronterà domenica Torino:

Vado dove penso sia giusto andare, e Pesaro è un patrimonio del basket italiano in difficoltà che va salvato, stringendo i denti oggi perché magari qualcuno la riporti in alto domani.

Qui hanno fatto un grande sforzo economico per accontentarmi, ma pensiamo solo ai prossimi 4 mesi. Anche io per la prossima stagione avevo in piedi qualcosa all’estero, ma meglio non allargarsi. Oggi esiste solo questa missione salvezza, che sarà durissima. Contro Torino è già roba di vita o di morte.

Sono quello che deve ribaltare il tavolo. Chiamato per dare qualche sano calcio nel sedere a qualcuno.

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