Matteo Spagnolo a La Gazzetta dello Sport: “Non mi aspettavo la convocazione, figurarsi l’esordio”

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Matteo Spagnolo sarà il terzo Azzurro più giovane di sempre ad esordire con la maglia della Nazionale maggiore. Un traguardo entusiasmante all’interno della sfida che apre la finestra delle qualificazioni FIBA EuroBasket 2021. Ecco un estratto dell’intervista di Mario Cianfora per La Gazzetta dello Sport al giovane talento degli Azzurri.

I primi inizi:

“A tre anni i miei genitori mi portavano in una palestra vicino casa a Brindisi per guardare i bambini di 6 o 7 anni. Non riuscivo a segnare come loro. E quindi cercavo di fare canestro tirando da sotto con le mani. La passione per il basket viene da mio padre Fabio, lui era il capitano della Mens Sana Mesagne, giocava in serie C, guardavo tutte le partite “

Le attenzioni del Real:

“Ero impegnato in un torneo a Belgrado, il giorno dopo noi della Stella Rossa avremmo incontrato il Real in finale. Mi chiama papà: “Il Real ti cerca, vuole che tu vada a vedere le loro strutture e che firmi il contratto”. Gli chiesi se fosse uno scherzo. In ballo c’era il Real, non un club qualunque. Era tutto vero, mi trasferii nell’estate del 2018″. 

La giornata tipo di Spagnolo:

“Vivo nella foresteria che si trova a Valdebebas, sono al liceo internazionale dove studiamo tutti noi “canterani” di basket e di calcio. Ci alleniamo nel pomeriggio, attorno alle quattro ore. Si lavora duramente, sul fisico e sulla tecnica. Al liceo studio spagnolo e inglese che comunque già un po’ conoscevo. Ora parlo due lingue senza problemi e capisco qualcosa di serbo. IN foresteria ci sono ragazzi da ogni parte d’Europa. Saremo settanta, io sono l’unico Italiano”.

Che tipo di giocatore vorrebbe diventare:

“Un giocatore speciale. Osservo molti particolari per assorbire il meglio da tutti. Il passaggio di Teodosic, il pick & roll e le letture sul tiro da tre di Spanoulis e i floater di Doncic”. 

L’esordio in Nazionale:

“Mai mi sarei sognato la convocazione, figurarsi l’esordio”

La seconda squadra del Real:

“Resterò un’altra stagione lì, poi si vedrà. Ho fatto tutto il pre campionato con i “grandi” di Pablo Laso , che emozione. Ancora oggi mi capita di allenarmi con loro, sono molto gentili. Reyes, Fernandez, Llull, Carroll e gli altri, tutti mi chiamano Teo e mi danno consigli”

Il futuro coi club e in Azzurro:

“Punto al massimo e quindi vorrei vedermi in NBA. E’ tosta perché bisognerebbe essere uno tipo alla Doncic. Però c’è sempre un percorso per arrivarci, diciamo un primo step sarebbe giocare l’Eurolega. Punto a dare tutto l’aiuto possibile per questa maglia. E vincere qualcosa. Vincere è sempre la cosa più importante”

 

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