Giovani Made in Italy: Mattia Palumbo, un’immagine del millennio che avanza

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Come ogni anno riprende la nostra rubrica sui giovani talenti italiani: ormai sono due anni che curiamo i focus sugli atleti che passano sul territorio italiano ed è ormai tempo di guardare alle annate che avanzano, in particolar modo a giocatori nati nel nuovo millennio e che possono puntare in alto. Il nostro primo nome sulla lista è proprio una point guard classe 2000, che si è messo bene in mostra negli ultimi mesi, ossia Mattia Palumbo, di formazione e origini romane e ora in forza a Treviglio. 

MATTIA PALUMBO (here is avaiable ENG version):

NATO IL: 23/9/2000

DOVE: Roma

SQUADRA: Remer Treviglio (Serie A2)

RUOLO: PG/SG

Mattia Palumbo National stats (basketcoach.net)
Mattia Palumbo International Stats (basketball.realgm.com)

STORIA (raccontata dallo stesso giocatore a BasketUniverso): Convinto da un amico di scuola delle elementari a giocare a basket, cresce cestisticamente nella capitale, arrivando all’età di 13 anni ad entrare in una squadra d’elite come la Tiber Basket Roma. L’anno successivo passa alla Stella Azzurra Roma, dove alza il suo livello competitivo a livello nazionale e qui avviene quello che è un punto di svolta per la sua carriera, ossia il Trofeo delle Regioni (11.5 punti di media nel torneo vinto poi dalla sua selezione del Lazio): i progressi in campo cestistico infatti cominciano a venire fuori con le formazioni stelline U14 e U15 con importanti risultati personali e di squadra. In fase della carriera segue un lavoro di quattro sedute settimanali più partita, con particolare attenzione sul lavoro di squadra e miglioramenti dal punto di vista tecnico; dall’U16 il carico di lavoro aumenta progressivamente anche a livello fisico. Il presente per questo ragazzo, dopo molte soddisfazioni giovanili, si chiama Treviglio, il primo vero test tra i professionisti in Serie A2: il lavoro è più incentrato sui miglioramenti personali, con lavori fisici e tecnici individualizzati seguiti da un’allenamento di squadra.

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FISICO: 195 cm per 90 kg; possiede un’apertura alare di circa 201 cm e un’altezza massima raggiungibile da fermo di 252 cm. Possiede un ottimo controllo del corpo, anche quando è sottoposto a contatto con l’avversario, a cui aggiunge un buona coordinazione dei distretti corporei. Altri aspetti positivi del suo repertorio fisico sono la rapidità e la mobilità dei piedi. Tuttavia non è un giocatore particolarmente mobile: potrebbe migliorare sull’aspetto della velocità e dell’esplosività in modo da alzare il ritmo nei movimenti e spiazzare gli avversari.

TECNICA: Possiede un palleggio non proprio veloce o spinto, però è in grado di proteggere la palla grazie al suo fisico e inoltre ha un ottimo controllo: ciò gli permette di effettuare cambi di direzione che possono creare un vantaggio importante nell’1vs1 e di poter sempre tenere d’occhio la situazione in campo; il primo passo può essere migliorato. Focalizzandoci sul passaggio, notiamo che è sempre forte, veloce e preciso, con un ottimo uso di entrambe le mani nelle varie tecniche di passaggio (laterale, schiacciato a terra, sopra la testa…), può migliorare nelle scelte di passaggio con la giusta maturazione dal punto di vista tattico. Ora arriviamo al tiro: meccanica veloce e molto pulita, con una rotazione della palla nella media; il raggio di tiro spazia oltre l’arco, con un vasto repertorio di soluzioni (da fermo, dal passaggio, in sospensione, dal palleggio) premiate da buone percentuali, anche se deve lavorare sulla costanza per diventare un tiratore puro. Quando tira da fermo, non ricade sulla medesima base d’appoggio, con rachide e spalle in retroversione dovute all’extrarotazione in fuori del piede sinistro. Sul tiro in avvicinamento ha un buon uso di entrambe le mani, anche se può fidarsi di più della mano debole. A rimbalzo è molto presente sotto i tabelloni, nonostante una elevazione sotto la media; il tagliafuori è una grave lacuna che deve essere inserita nel bagaglio tecnico del giocatore: è troppo concentrato sul pallone, si stacca spesso dall’avversario. Infine, non ha la stoppata come arma difensiva, anche se può reggere il confronto con avversari di pari stazza o quando riesce a chiudere il palleggio dell’avversario e a pressarlo forte.

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ATTACCO: partiamo dall’1vs1, una delle situazioni migliori del repertorio del ragazzo, sicuramente vincente per creare un vantaggio, sebbene sia quasi solamente per sè stesso che per la squadra: infatti non si affida spesso al pick and roll, ma preferisce l’azione isolata, che risolve in proprio favore, battendo l’avversario o anticipando un’efficace close out difensivo. Possiede una molteplicità di soluzioni tra cui attacco al ferro, tiro, penetra e scarica e spalle a canestro, dove mobilità di piedi e un buon uso del corpo lo rendono pericoloso. Dal palleggio, come dal passaggio, predilige attaccare il centro dell’area. Inoltre è capace a spingere forte in contropiede sia per segnare che per innescare i compagni con un passaggio vincente. Contro la difesa schierata, che sia uomo o zona, è sicuramente un ottimo finalizzatore degli scarichi, tuttavia muove poco la palla e può migliorare nelle scelte offensive; dal punto di vista delle letture, potrebbe migliorare sulle scelte personali evitando forzature, ma è bravo a leggere gli spazi dove attaccare e bucare la difesa sui backdoor con una buona visione di gioco.

DIFESA: questo è uno dei punti su cui il ragazzo deve assolutamente lavorare. Sulla difesa individuale è spesso staccato dall’avversario e abbastanza alto sul baricentro, anche se regge gli scivolamenti difensivi contro avversari di pari stazza e riesca a giocare bene d’anticipo grazie alle sue buone capacità di stealer; tuttavia è poco aggressivo, accetta spesso i cambi e fatica a leggere le manovre degli avversari. Lontano dalla palla ha un buon controllo della situazione, ma quando va a chiudere in area sul cambio di lato dell’avversario, perde l’occhio sull’avversario lasciando una facile linea di passaggio per un tiro piazzato. I close out e gli aiuti sono poco aggressivi ed efficaci, serve più intensità. 

PERSONALITA’(raccontata dallo stesso giocatore a BasketUniverso): giocatore sicuramente senza timore nel prendersi le proprie responsabilità, a detta sua “testardo in positivo, poichè impuntato a fare sempre meglio e a fare le cose correttamente, in negativo, perchè vuol far prevalere le proprie idee; tuttavia ascolta anche i compagni/allenatori”. Determinato sia nello sport che negli impegni scolastici.

In conclusione abbiamo di fronte un ragazzo dall’alto potenziale, ma ancora in fase di rodaggio per essere un fattore determinante su ambo le metà campo: il lavoro quotidiano che ora seguirà con Treviglio sarà fondamentale per il proseguio della carriera. In un contesto come quello lombardo, dove la linea verde è una delle basi fondamentali del progetto a livelli più alti rispetto alla Serie B, l’atleta romano dovrà ritagliarsi ogni minuto possibile e sfruttarlo per crescere, senza timore del livello in campo, tantomeno della pressione o delle aspettative fuori di esso. In bocca al lupo Mattia!

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Federico Gaibotti

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