Meo Sacchetti: “A Brian non ho mai regalato nulla”

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L’Italia è già atterrata a Danzica dove domani sera giocherà contro la Polonia, alla ricerca di una vittoria che potrebbe regalare agli Azzurri l’accesso al Mondiale. il CT Meo Sacchetti, intervistato dal Corriere dello Sport, ha parlato della storica vittoria Azzurra contro la Lituania:

“Siamo contenti per la vittoria, e anche per il modo in cui è arrivata: l’Italia sembrava una squadra operaia. Abbiamo giocatori che possono fare la differenza, però il bello è che tutti hanno dato qualcosa. Noi abbiamo sempre pensato che quelli che vengono in Azzurro siano i migliori, e loro hanno fatto in modo di dimostrarlo: stanno bene assieme c’è un bel clima”.

Dopo il canestro decisivo del figlio Brian Sacchetti, papà Meo spende belle parole nei suoi confronti, rivendicando anche la propria scelta di convocarlo in Nazionale.

“Quando ho convocato Brian non andava bene perché è mio figlio, poi quando non l’ho fatto giocare qualcuno mi ha detto “Perché Meo non l’ha messo tra i 12?”. Bryan, al di là del canestro segnato a Brescia, già alla fine del primo tempo con la sua difesa era stato importante. Sa il suo ruolo, capisce il gioco. Può “Andare” anche senza il cognome… E poi a lui non ho mai regalato nulla: quello che ha fatto se lo è guadagnato da solo”.

Il CT infine ha parlato dell’apporto di altri giocatori alla causa, come Gentile, Vitali ed Abass.

“Anche l’atteggiamento di Gentile è stato importante alla causa. Michele Vitali? sono molto contento sia andato ad Andorra, in un campionato spagnolo più competitivo del nostro: prima si diceva che i nostri italiani sono mammoni e non si vogliono muovere, invece abbiamo avuto esempi di atleti che sono andati in Eurolega. Per quanto riguarda Abass, con me è sempre partito in quintetto. Contro la Lituania è entrato per ultimo o penultimo, ed ha mostrato carattere. Ha accettato il suo ruolo, ed è un processo di maturità importante anche per lui”.

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