Messina apre alla convocazione di Gentile: “parlerò con lui e deciderò”

Nazionali

Ettore Messina in un’intervista al Corriere della Sera ha chiarito diversi aspetti sulla situazione della Nazionale in vista degli Europei di settembre e sul suo addio alla panchina azzurra al termine della manifestazione.

Il c.t. è tornato sulla delusione della mancata qualificazione alle Olimpiadi dello scorso anno, in cui è mancata coesione e determinazione, intesa come “autodisciplina, vincere con una grande difesa, aiutandosi in campo, segnando i canestri importanti quando è il momento”. Guardando all’immediato futuro Messina ha ricordato che la lista dei pre-convocati non è stata ancora decisa, essendo da valutare le condizioni degli infortunati Hackett, Pascolo, Baldi Rossi. Sulle escursioni eccellenti ha confermato quella di Andrea Bargnani, il quale gli aveva riferito privatamente di volersi prendere un’estate per mettersi a posto dopo una stagione con problemi fisici, mentre ha lasciato uno spiraglio aperto per Alessandro Gentile: “ci sto ancora pensando, parlerò con Gentile e deciderò”.

Il discorso è passato sulla rinuncia all’azzurro, dovuto principalmente al rinnovo biennale con gli Spurs come assistant coach: “a San Antonio mi sento voluto, non hanno aspettato un istante: c’è un nuovo contratto che l’aspetta, deve firmarlo”. La fiducia ricevuta lo ha caricato di responsabilità, allontanandolo dall’azzuro: “sono già due estati che gli Spurs mi concedono di allontanarmi, ma l’attività di una franchigia non finisce con il termine del campionato: c’è l’open gym, c’è la preseason, e con Popovich sempre più impegnato con la Nazionale USA era inevitabile che mi chiedessero una presenza maggiore”.

Interpellato sul campionato italiano il c.t. azzurro ha espresso apprezzamento per la finale tra Venezia e Trento, nonostante molti la definiscano di basso profilo: “è bello vedere in finale due squadre che hanno struttura organizzativa, che non rivoluzionano il progetto e che hanno creduto nei loro allenatori”, aggiungendo che la mancanza di grandi metropoli al vertice non è rilevante: “nella NBA le due città più importanti, New York e Los Angeles, è da tempo che non brillano, ma nessuno si sogna di dire che il loro basket fa schifo, e l’Italia è anche la patria di Varese, Cantù, Pesaro, Caserta, Siena.. “. In conclusione per Messina la sfida scudetto di quest’anno è un’opportunità, ma “in Italia si sminuisce quello che si fa”.

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