Meyers Leonard ha spiegato perché non si è inginocchiato durante l’inno

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Meyers Leonard stasera è diventato il quarto giocatore o membro di uno staff NBA a non inginocchiarsi durante l’inno nazionale, succedendo in questo Jonathan Isaac e la coppia Gregg Popovich-Becky Hammon. Il lungo dei Miami Heat, che hanno vinto la prima partita nella “bolla” contro Denver, ha spiegato le proprie ragioni nel post-partita, rivelando di aver dormito molto poco nelle ultime 4 notti proprio per questa preoccupazione.

“Ho avuto molte difficili discussioni con i miei compagni e con alcuni dei miei vecchi compagni su questo argomento. Mi sentivo di fare così” – ha spiegato Leonard – “Penso di poter essere un esempio, non solo per la mia posizione, ma per tutto quello che sto facendo. Ovviamente supporto il movimento Black Lives Matter, sono conscio di quello che sta accadendo. Ma posso fare entrambe le cose, sono molto patriottico. Per quanto possa essere dura, ringrazio i Miami Heat e i miei attuali e vecchi compagni che hanno detto che ci possono essere persone che non ti capiscono, ma che ti vogliono bene e ti supportano. Rick Riley [direttore della sicurezza dei Blazers, ex squadra di Leonard, ndr] mi ha raccontato molte cose a proposito di questi problemi sistematici. Ad essere onesto, di alcuni non ne avevo proprio idea… Alcuni sono sorprendenti. La struttura di molte cose in America è incredibilmente sbagliata, così come alcune cose che sono successe. Capisco che questa protesta non sia contro la bandiera o l’esercito, ma per me lo è. Basandomi sulle mie esperienze e la mia vita, è questo quello che significa per me. Spero che le persone mi chiedano [le motivazioni, ndr], ho fatto quello che sentivo fosse giusto per me”.

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