Mike Hall: “Ho giocato tutta la stagione con il menisco rotto. Non mi ritiro!”

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Quella appena conclusasi poteva essere stata l’ultima stagione della carriera di Mike Hall: l’americano, che quest’anno ha vestito le maglie di Ferrara e Cassino, aveva infatti dichiarato che tra i suoi pensieri ci fosse anche quello di smettere col basket in estate. All’interno di una serie di tweet, poco fa, Hall ha però raccontato delle vicissitudini fisiche che lo hanno accompagnato in questa sua stagione di Serie A2, dichiarando alla fine di aver scoperto di aver giocato tutto l’anno con il menisco rotto e per questo di volere vendetta, decidendo così di continuare la sua carriera anche nella prossima stagione.

Queste le parole di Hall:

In questa stagione ho avuto dolore al ginocchio per più tempo di quanto possa ricordare. Non ricordo quando è iniziato, ma sapevo che non era tutto a posto. In Italia mi sono fatto visitare da più dottori, allenatori e specialisti di quanti possa contare. Mi hanno detto che sono “troppo vecchio”, e che mi sarebbe servito soltanto “un po’ di ghiaccio e di riposo”. Ho studiato medicina al college, sapevo che c’era qualcosa che non andava, ma mi stavano pagando per giocare, quindi cosa potevo fare? Quindi sono sempre sceso in campo, saltando poi qualche giorno di allenamento per recuperare, e ho continuato così. Stavo mantenendo circa 15 punti, 13 rimbalzi e 4 assist di media, quindi non potevo essere così tanto infortunato, no? Questa è la mentalità d’oltreoceano. Alla fine della stagione riesco a malapena a camminare, sono piuttosto sicuro di non riuscire a fare una rampa di scale. Pensavo fosse colpa della mia età, di tutti gli interventi chirurgici avuti in passato, degli anni di carriera alle spalle. Vedevo la luce del ritiro alla fine del tunnel. Mi sono fatto visitare dal mio dottore americano ed ho scoperto di avere il menisco rotto. Ho giocato a basket professionistico per mesi con un menisco rotto. Ogni dottore italiano, dipendente delle squadre per cui giocavo, mi ha sempre dato del Tylenol, del ghiaccio e una pacca sulla spalla per tornare in campo. Tralasciando il rischio estremo di giocare in queste condizioni, pensate alle emozioni che mi hanno attraversato: “Cavolo, non sono più bravo a giocare. Ho vinto l’MVP l’anno scorso, come ho potuto finire così, in così poco tempo?”. Tutto questo mi ha distrutto. Ero così arrabbiato nelle ore successive alla notizia… Ora sono qui seduto a riderci su. Il basket d’oltreoceano, quella m***a vi ucciderà, ma dovete amarla. Ho passato mesi ad essere trattato come un vecchietto in sedia a rotelle, c’erano giocatori che mi schiacciavano in testa e mi deridevano, altri che mi chiedevano di scambiarci la maglia, condividevano ricordi, dicendomi che il mio tempo era ormai terminato. Tutto questo perché stavo giocando su una dannata gamba soltanto. Ricordo ogni secondo e tornerò per prendermi la mia vendetta. Oltretutto è la settimana del mio compleanno, quindi fatemi sapere se a Las Vegas, Miami o Washington ci sono dei locali con l’accesso per le sedie a rotelle, grazie. Seriamente, ho tenuto 14-12-4 di media (anche di più visto che nelle ultime 3-4 partite stagionali ho giocato solo 10 minuti) su una gamba sola. Ora chiamate pure il mio agente, per il 15 agosto sarò al 100%.

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