Mike Hall, la rinascita di un campione

Focus Home Rubriche Serie A2

Agosto 2015: Pallacanestro Biella annuncia l’ingaggio di Marcel Jones per affrontare la stagione di A2, con la speranza di aver trovato l’ala che possa dare punti e atletismo per il progetto del neo-arrivato coach Carrea. Col senno di poi, e volendo dare una lettura in chiave ironica, questo paradossalmente potrebbe essere considerato il miglior colpo del GM Sambugaro per quella stagione. Infatti ad ottobre, dopo sole 4 partite di campionato (e 4 sconfitte), Biella rescinde con Jones e ingaggia, tra la sorpresa generale e lo scetticismo di molti, Mike Hall, in quel momento libero e sul mercato.

Alla prima partita casalinga del nuovo innesto arriva anche la prima vittoria contro Ferentino, e tutti i presenti al Biella Forum avvertono un’energia e un’elettricità diverse, come se qualcosa fosse cambiato, è tornato Mike Hall. L’ala giunge in casa rossoblu a 31 anni dopo un paio di stagioni in cui sono quasi più le squadre cambiate che le partite giocate, e nonostante i lampi di classe già mostrati in Italia con le maglie di Milano (soprattutto) e Teramo, lo scetticismo è alimentato dal fatto che più di una volta in passato Hall si è reso protagonista di “colpi di testa” che hanno fatto storcere il naso a chi pensava che col suo carattere non potesse essere l’uomo giusto per una squadra giovane e in grosse difficoltà. Invece l’approccio dell’americano è stato decisamente positivo, è parsa chiara fin da subito la sua voglia di giocare, di mettersi a disposizione della squadra e dell’ambiente, e col pubblico di Biella è stato amore a prima vista.

Le caratteristiche più evidenti sono state l’atletismo e la forma fisica di Hall, che non erano certo scontate in un giocatore che per mesi è di fatto stato lontano dal basket giocato, e che hanno dimostrato come anche nei periodi di inattività il pensiero del giocatore sia stato quello di voler tornare ai livelli che gli competono. Dopo 15 partite giocate con 13.5 punti e 13 rimbalzi di media, la stagione di Hall termina nel match contro Latina a causa di un brutto infortunio al tendine rotuleo del ginocchio sinistro, la faccia di Hall la dice lunga sullo sconforto e sulla tristezza che lo affliggono proprio mentre stava vivendo una seconda giovinezza, spiegando basket in lungo e in largo nel campionato di A2. Il messaggio di commiato sui social sembra lasciare poco spazio a interpretazioni.

A fine stagione l’Angelico si salverà, ma non raggiungerà i Playoff, e Hall resterà al fianco dei compagni completando la riabilitazione a Biella, testimoniando il legame con la città e l’ambiente laniero. L’annuncio del maggio 2016 con cui Pallacanestro Biella conferma di aver trovato l’accordo anche per la nuova stagione è uno squarcio di sole non solo per i tifosi rossoblu, ma anche per tutti gli appassionati di basket. Nel frattempo Hall è diventato sia giocatore che uomo maturo (fattore decisivo anche la nascita del suo primo figlio, Mike jr) e la squadra allestita dal GM Sambugaro sembra fatta apposta per esaltare le caratteristiche del “nuovo Mike”: il talento del riconfermato Ferguson, la solidità di Venuto e De Vico, gli innesti di Udom e Tessitori, e un’agguerrita truppa di giovani “made in Biella” da far crescere.

La riabilitazione dà esiti positivi e il ginocchio buone risposte, la voglia di ricominciare è tanta e il sorriso stampato sulla faccia di Hall fin dai primi giorni di allenamento ne è la testimonianza: ci sarà da divertirsi. La squadra gira a meraviglia, Biella balza subito in testa alla classifica, e il giocatore in maglia numero 7 sembra divertirsi come non mai sul parquet in un ruolo nuovo, che lo vede meno impiegato come scorer e più come un playmaker aggiunto: lo si vede infatti spesso nella posizione di post-alto, spalle a canestro, attirare a sé il raddoppio delle difese avversarie per poi scaricare assist ai compagni (sia con ribaltamenti chirurgici, sia per le penetrazioni al centro dell’area) che creano il vantaggio spesso decisivo per arrivare a canestro. In tutto questo il dominio a rimbalzo è diventato se possibile ancora più assoluto: sono 13.3 le carambole catturate a partita, di cui quasi 4 in attacco, lo si vede spesso spuntare dal nulla e catturare un pallone che sembrava facilmente nelle mani di un avversario. L’efficacia in attacco resta di assoluto livello, con  quasi 15 punti segnati a match e un lusinghiero 52% da 2, e sono pura poesia i suoi canestri in allontanamento, diventati ormai marchio di fabbrica di casa Hall e delizia per il pubblico del Forum.


L’importanza di Hall a rimbalzo offensivo per concedere tiri aperti ai compagni

Ma la cosa che ha impressionato di più in questa stagione del “nuovo Mike” è il suo essersi calato nel ruolo di “big brother”, di fratello maggiore per i vari Wheatle, Pollone, Massone, ragazzi nati nel vivaio biellese che stanno crescendo sotto l’ala protettrice dell’americano, e i cui miglioramenti esponenziali sono sotto gli occhi di tutti. Vedere un giocatore del livello e della storia di Hall arrabbiarsi furiosamente con un compagno più giovane per avergli passato la palla rifiutando un tiro, oppure correre ad abbracciare lo stesso ragazzo che ha appena segnato un tiro importante, sono immagini che riempiono di gioia. Mike Hall in queste due stagioni a Biella è atterrato, ha mostrato le sue indiscusse doti e capacità cestistiche, si è infortunato, ma ha trovato la forza per rinascere e tornare più forte di prima sia come giocatore (reinventandosi in un nuovo ruolo), sia, ci permettiamo di dire, come uomo, una persona matura che si è messa al servizio della squadra e dei compagni con un’umiltà e un’etica del lavoro di rara intensità. La sua faccia, la sua delusione, e la sua rabbia dopo la sconfitta di 1 punto nella finale di Coppa Italia del marzo scorso fanno ben sperare sulle possibilità di rivedere ancora a lungo i lampi di classe e i sorrisi che ci ha regalato in questi anni. Siamo testimoni della rinascita di un campione, della rinascita di Mike Hall.

  • 33
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.