Milano-Cantù, le pagelle: Clark e Burnell i leader con l’occhio vigile di Pancotto, in casa Olimpia si salvano solo Micov e Scola

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Olimpia A|X Armani Exchange Milano

Amedeo Della Valle: 5. Di solito si dà SV a uno che gioca 7 minuti, però in quei 7 minuti è riuscito a prendersi una tripla senza senso in transizione, catturare il rimbalzo e tirare da tre punti non riuscendo a toccare nemmeno la retina. Una serata da dimenticare per Amedeo.

Vladimir Micov: 7. Uno dei tanti ex della partita, ma forse il più amato. Il serbo, ovunque è stato, ha lasciato un ottimo ricordo, soprattutto a Cantù, e vale lo stesso anche per lui, tant’è che si è tatuato il campanile di San Paolo, chiesa che svetta sulla piazza principale canturina. Per il resto il solito Micov: tanta sostanza, pochi fronzoli e 20 punti a referto.

Paul Biligha: 5.5. Nel primo tempo gioca un buon basket, nel secondo fa più fatica però ottima la stoppata su un Ragland che credeva di aver già fatto canestro.

Arturas Gudaitis: 5. Il cugino del fenomeno che solitamente vediamo il giovedì o il venerdì, e a volte anche il martedì o il mercoledì. Nel primo quarto viene dominato da Kevarrius Hayes, poi gli prende le misure ma comunque prova insufficiente.

Riccardo Moraschini: 5.5. Anche lui, come tutta l’Olimpia, fatica al tiro pesante. Sicuramente però non è tra i principali colpevoli perché la voglia e l’abnegazione non sono mancate.

Sergio Rodriguez: 4. Lo spagnolo è l’ago della bilancia in negativo dell’Armani Exchange. Un 1/8 da tre punti probabilmente non gli era mai capitato, soprattutto se ci aggiungi che un 1/3 da due. Difficile dare di più con questi numeri da uno dei migliori cestisti europei in circolazione.

Andrea Cinciarini: 6. Ormai il “Cincia” è quasi diventato uno specialista del tiro pesante. Due volte battezzato e due volte canestro. Certo che Milano non si può affidare solo a lui dalla lunga distanza per vincere le gare…

Keifer Sykes: 5. Avrebbe dovuto dare il cambio di marcia ai meneghini, ma finora non ha brillato particolarmente. In difesa amnesie evidenti e in attacco soltanto 4 tiri presi, con parecchi rifiutati e anche aperti.

Jeff Brooks: 4.5. Gioca 26 minuti ma quasi non ci si accorge della sue presenza se non per qualche difesa di buon livello, compensata però da degli svarioni dei compagni. L’ex, che ha trovato l’amore a Cantù, ha chiuso con solo 2 punti, frutto di un tap in di energia. Troppo troppo poco.

Luis Scola: 7.5. Se Milano non ha perso di 10-15 e ha anche rischiato di vincere, grandissimi meriti vanno all’argentino. Nel terzo quarto si è caricato sulle spalle i suoi compagni e ha dato lezioni di piede perno prima a La Torre e poi a Burnell. A un certo punto però sembrava veramente stesse predicando nel deserto.

All. Ettore Messina: 4. Nel primo tempo la sua squadra gioca come se stesse facendo un allenamento e non come se stesse affrontando il derby contro i tanto odiati (sportivamente) canturini. 48 punti subiti in 20 minuti da una squadra di medio – forse basso – livello sono inaccettabili. Questa sconfitta ha fatto raschiare il barile alle Scarpette Rosse, da qui ci si può solo rialzare.

S.Bernardo-Cinelandia Cantù

Cameron Young: 6. Meglio del solito. Forse questa frase sintetizza alla perfezione la partita del #1 canturino. Le amnesie difensive non sono mancate, però la difesa sul pick and roll è stata decente e qualche canestro è arrivato.

Wesley Clark: 8. Sbaglia qualche conclusione di troppo nel corso del primo tempo ma nei momenti decisivi è sempre protagonista. Il basket è bellissimo perché l’americano ex Brindisi è passato in nemmeno due mesi da essere a rischio a taglio a viaggiare a oltre 20 punti di media.

Andrea La Torre: 6. Tanti minuti in campo per il capitano canturino, a differenza del solito. Non è facile stare in marcatura contro fenomeni come Scola e Micov e lui riesce a fermarli soltanto a tratti. Entrambe le bombe sono state molto importanti.

Kaverrius Hayes: 7.5. Forse il miglior Hayes della stagione. In difesa è un mostro, come sempre, e la stoppata su Scola è una cartolina che si dovrà portare dentro per sempre, ma contro Milano ha fatto molto bene anche in attacco, soprattutto nel primo periodo.

Jeremiah Wilson: 5.5. In questo momento è il giocatore più in difficoltà di Cantù. Soffre i lunghi meneghini, commettendo qualche fallo inutile, però mette a segno una tripla spacca partita nel quarto quarto.

Joe Ragland: 6.5. Nel primo tempo fa il suo, anche qualcosina in più, poi si fa male dopo il canestro e fallo di fine prima metà e gioca la ripresa da infortunato. Anche senza fare canestro, riesce a fare la differenza con lo sguardo: ha sempre la parola giusta, al momento giusto. In più ci sono 6 assist per lui. L’uomo che mancava. Davvero.

Jason Burnell: 7.5. Doppia doppia da 14 punti e 11 rimbalzi. La sua energia e la sua voglia di competere sono incredibili. Un ragazzo a volte anche sopra le righe, cestisticamente parlando, però che si farà perché la voglia di lavorare e arrivare non manca.

Andrea Pecchia: 6.5. Durante la prima metà di partita fa molta fatica. Moltissima. Più in attacco che in difesa. Poi però nel quarto periodo ha deciso lui la contesa con una tripla su assist di Hayes e un taglio backdoor che ha dato fiducia alla squadra, complice anche la dormita difensiva della sua ex formazione. Chissà che emozione per lui tornare al Forum, lì dove ci era stato solo da bambino a sventolare asciugamani.

All. Cesare Pancotto: 7.5. Il coach di Porto San Giorgio sta compiendo un miracolo. Ha in mano una squadra di ragazzini, quasi tutti rookie, che hanno tantissima voglia di fare ma che devono sgrezzarsi. Ecco, il processo di maturazione sta viaggiando a ritmi incredibili e già oggi giocatori come Burnell, Hayes, per non parlare di Clark, hanno fatto passi da gigante rispetto ad agosto e ne continueranno a fare sotto il suo occhio vigile.

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