Milano-Virtus, le pagelle: Gudaitis è una furia, Goudelock decisivo; Gentile croce e delizia

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Milano vince il Derby d’Italia 72-64 domando la Virtus Bologna solo nelle battute finali. Ecco le pagelle del match andato in scena al Forum:

EA7 Emporio Armani Milano

Vlado Micov 5: giocatore più impiegato da Pianigiani, non entra mai in partita e fatica contro ogni avversario in attacco. In difesa si trova contro Gentile e fa quel che può avvalendosi al meglio degli aiuti nel pitturato.

Davide Pascolo 7: rientra dopo il lungo stop dettato dall’infortunio ed è subito decisivo. Il tuffo che causa la palla persa di Lafayette è solo il punto esclamativo su una prestazione da 8 rimbalzi e 5 recuperi.

Andrea Cinciarini 7: il suo ingresso ribalta l’inerzia della gara e porta una quantità di energia incredibile. Aggressività e recuperi (4) che danno la forza a Milano di reagire nel 2° quarto.

Marco Cusin 6,5: utilizzo centellinato dettato dallo strapotere di Gudaitis, fatica moltissimo prima di trovare dal nulla le due giocate che indirizzano la partita. Poi viene tolto nel suo magic moment e sfoga la sua rabbia sul tabellone.

Amath M’Baye 5: non riesce a trovare la sua collocazione in campo, prova ad aprire il campo ma le sue caratteristiche bombe non trovano il bersaglio.

Jordan Theodore 6,5: litiga col ferro, ma è l’unico ad avere continuità lungo l’arco del match. Quelle due triple consecutive nel 3° quarto poi , non proprio la specialità della casa, tengono a galla l’Olimpia nel momento di massima spinta bolognese.

Dairis Bertans 5: serata storta per il lettone, dal migliore tiratore da 3 del campionato è inusuale uno 0/5 dalla lunga distanza. Riscatta parzialmente la prestazione con la penetrazione di mano destra nell’ultima frazione e con una paio di difese fondamentali.

Arturas Gudaitis 7,5: doppia doppia d’ordinanza 16 punti, 11 rimbalzi e un dominio sotto le plance in alcuni momenti incontrastato.

Coach Simone Pianigiani 6: arriva la vittoria e quindi panacea di tutti i mali. Ma col potenziale a disposizione potrebbe trovare maggiori soluzioni nella metà campo offensiva. La gestione dei lunghi poi non viene condivisa dai diretti interessati e crea più di una problematica alla squadra, rischiando di non chiudere la gara nel momento propizio. Se la Virtus avesse avuto più benzina negli ultimi 10 minuti i suoi avrebbero sofferto ulteriormente: intanto però c’è da consolarsi con l’ottima fase difensiva.

 

 

Virtus Segafredo Bologna

Pietro Aradori 6,5: fatica ad entrare in ritmo, vive all’ombra di A. Gentile e si prende ciò che rimane. Quando interpellato però risponde presente, anche se nell’ultimo quarto viene colpito dalla frenesia collettiva.

Oliver Lafayette 5: difficile il ritorno a Milano per il play statunitense, pesa quello 0/6 dalla distanza e la poca presenza in regia. Quando gli altri procedevano sulle iniziative personali, lui non solo non ha ripreso in mano il timone, ma ha cercato per due volte di fare tutto da solo.

Klaudio Ndoja 6,5: fatica enormemente fisicamente, soprattutto in difesa dove viene più volte spostato. Ma lotta come sempre e concede tutto l’aiuto che può sui cambi, mentre in attacco trova anche una serata di gloria da doppia cifra.

Michael Umeh 6: ai margini dei giochi, si ritaglia uno spazio in attacco ma viene coinvolto poche volte. Dietro si sbatte a rincorrere sul perimetro gli esterni milanesi e ne limita l’operato.

Marcus Slaughter 6,5: parte accennando la zoppia che doveva addirittura tenerlo fuori e nelle prime azioni si vede che è limitato. Poi però forse l’aver riscaldato la caviglia ne diminuisce il male, e quindi diventa l’unico in grado di opporsi a Gudaitis.

Stefano Gentile 5,5: in una serata di totale difficoltà per il titolare, potrebbe emergere di più. La regia rimane latitante perchè si procede per individualismi e non riesce ad imporre la sua leadership vista lo scorso anno.

Alessandro Gentile 5,5: una partita a due facce, con quella voglia di strafare che lo condiziona costantemente. Dimostrare al mondo il proprio valore partendo proprio da quel Forum da cui è stato esiliato si rende sempre più difficile giocando totalmente avulso dalla squadra. È il top scorer con 20 punti, ma tutti frutto di iniziative personali che costano la partita quando le stesse non vanno a buon fine nell’ultimo periodo.

Guido Rosselli 5,5: solito problema di fiato. I primi 3 minuti è vispo, reattivo e determina due recuperi, propizia due rimbalzi e trova un assist. Ma poi il suo crollo è repentino e non riesce più ad incidere in entrambe le metà campo.

Kenny Lawson 5: entra in campo e viene centrifugato dalla partita, 4 minuti in cui non vede neanche un pallone e torna in panchina fino alla sirena.

Coach Alessandro Ramagli 5,5: sempre in attesa del famoso “4” per chiudere il roster e con gli altri lunghi non al meglio, ha anche delle giustificazioni atletiche. Ma sul nervosismo dell’ultimo quarto e la mancanza di circolazione qualche soluzione poteva essere tirata fuori dalla panchina. Soprattutto perchè è la terza volta che accade e per la terza volta la sua Virtus è uscita sconfitta: è solo all’inizio e il suo compito non è semplice, ma come fatto eccellentemente lo scorso anno, urge trovare gli equilibri umani tra le forti personalità a roster.

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