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NBA – I Boston Celtics del 2008 non erano un Superteam, secondo Paul Pierce

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Nelle prossime ore Paul Pierce entrerà ufficialmente nella Hall of Fame. Ieri notte c’è stata la conferenza stampa di rito, durante la quale la leggenda dei Boston Celtics e i suoi colleghi che, come lui, entreranno nell’Olimpo della pallacanestro hanno indossato la classica giacca arancione. Pierce ha rilasciato alcune dichiarazioni interessanti, in particolare sui Celtics che vinsero il titolo nel 2008 con lui, Kevin Garnett e Ray Allen. Quella squadra viene da molti considerata il primo vero Superteam, un roster assemblato mettendo insieme più stelle come avviene di frequente ai giorni nostri.

Pierce era l’unico che già giocava nei Celtics. Nell’estate 2007 arrivarono Ray Allen da Seattle (in cambio di Delonte West, Wally Szczerbiak e la quinta scelta assoluta Jeff Green) e KG da Minnesota (per Al Jefferson, Ryan Gomes, Sebastian Telfair, Gerald Green, Theo Ratliff e le scelte del primo turno 2009 dei Celtics e degli stessi Timberwolves). Si formò così un vero e proprio Big Three, non poi così diverso dai Miami Heat che pochi anni più tardi avrebbero vinto due titoli con LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh. Eppure secondo Paul Pierce quei Celtics sono un discorso a parte, differente dai moderni Superteam che in tanti criticano:

Sono molto orgoglioso di aver vinto il titolo con la squadra che mi ha draftato. Eravamo in un’era diversa, un periodo diverso. Ora è un’altra cosa. I giocatori si trasferiscono spesso, plasmano le loro squadre. Il modo in cui abbiamo vinto noi è stato un po’ diverso. La gente dirà che anche io ho giocato in un Superteam, ma la verità è che ci è servita fortuna. Siamo stati fortunati con le scelte al Draft, siamo stati fortunati con le trade, siamo stati fortunati che Kevin Garnett abbia rinunciato alla clausola no-trade. Tutte queste cose si sono allineate, mentre oggi i giocatori decidono a tavolino di unirsi in una squadra, creando Superteam tramite la free agency, fondando amicizie. Non ho nulla contro tutto questo. Per questo motivo sono molto orgoglioso di aver giocato così a lungo a Boston, aver vissuto momenti difficili e finalmente essere stato in grado di vincere un titolo.

 

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