NBA Numb3rs: la stagione dei record.

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La regular season 2016/17 è prossima ai titoli di coda e, anche se ad Est ci sono in ballo la prima e le ultime posizioni valide per l’ingresso nei playoff, le gerarchie sembrano ormai abbastanza chiare. L’argomento di discussione dell’anno è acqua passata dato che anche la matematica è ormai dalla parte di Russell Westbrook e la tanto chiacchierata tripla doppia di media. Rimane aperto il discorso MVP, ma attualmente sembra che James Harden, grazie al terzo miglior record della lega, sia un passo avanti rispetto agli avversari. 

Fonte: Bleacherreport.com
Fonte: Bleacherreport.com

Stagione dei record.

99. In questa stagione sono state totalizzate 99 triple doppie. Da questo punto di vista si tratta della stagione più prolifica di sempre, staccata di gran lunga l’annata 1988/89 ferma a quota 78.

9. Non era mai successo nella storia della lega che 9 giocatori diversi riuscissero a segnare almeno 50 punti in una sola stagione. Devin Booker e i suoi 70 punti hanno permesso di infrangere questo record, gli altri oltre quota 50 sono: Westbrook, Davis, Harden, Thompson, Butler, Wall, Thomas e Cousins.

70. Anche se arrivati in modo molto controverso e discusso, i 70 punti di Devin Booker entrano di diritto nella storia della lega. Nessuno dagli 81 di Kobe Bryant era riuscito a segnare così tanti punti, nessuno aveva mai pensato di poterlo fare a meno di 21 anni. Discussioni a parte, i Phoenix Suns hanno in mano uno dei migliori scorer della lega ma il vero problema (per le altre 29) è la carta d’identità del ragazzo.

6/6. RW0 trova sempre il modo di infrangere dei record: in settimana ha registrato la 36esima tripla doppia stagionale e la prima nella storia con il 100% dal campo. Il “play” dei Thunder può vantare 11 triple doppie in meno di 30 minuti, primo ogni epoca. Al secondo posto ci sono Bob Cousy, Larry Bird e Magic Johnson fermi a quota 3.

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6-5. I Cleveland Cavaliers stanno attraversando un momento buio ed inaspettato. Complice l’assenza di Kevin Love, i Cavs hanno vinto solo 5 partite nel mese di Marzo e sono stati raggiunti in vetta dai Boston Celtics. Al contrario, i Brooklyn Nets sembrano finalmente una squadra e dopo mesi di basket inguardabile son riusciti a vincere 6 partite in questo mese. Ciò non basterà ad evitare l’ultimo posto per la gioia dei Boston Celtics che sceglieranno al loro posto

13/14. Rudy Gobert, conosciuto per le sue doti difensive, si è concesso una prestazione alquanto insolita contro i New York Knicks. Il centro francese ha chiuso il match con 15 rimbalzi, 4 stoppate e ben 35 punti frutto di un 13/14 dal campo. Il suo 93% è la miglior percentuale nei tiri dal campo di tutta la stagione (considerando almeno 10 tentativi). Inutile nascondere che il quarto posto degli Utah Jazz è soprattutto merito del suo impatto in area.

934. I Miami Heat sono LA sorpresa di questa stagione. Senza Winslow e con molti altri giocatori infortunati sono stati costretti a pescare numerose volte dalla D-League, ma nonostante tutto sono ottavi ad Est. Hassan Whiteside è sicuramente uno dei protagonisti di tutto ciò. Il ragazzo ha iniziato il match contro i Suns con 13 punti di sutura alla mano, lo ha chiuso con 23 punti, 14 rimbalzi e 3 stoppate stabilendo due nuovi record: nessun giocatore degli Heat ha mai chiuso una stagione ad oltre 934 rimbalzi e nessuno è mai riuscito ad inanellare almeno 13 doppie doppie consecutive.

March Madness. 

La regular season NBA, numeri alla mano, è sicuramente una di quelle annate che rimarrà alla storia. Vale altrettanto per il torneo NCAA che si concluderà nel prossimo fine settimana. Le due semifinali vedranno affrontarsi Gonzaga – South Carolina e North Carolina – Oregon. Per Gonzaga si tratta della prima apparizione alle Final Four nella loro storia, Oregon può vantare un precedente, ma bisogna tornare indietro nel 1939. South Carolina, come le altre 3 avversarie, ha dovuto vincere 4 partite consecutive per giungere alle Final Four, dal ’39 fino allo scorso anno aveva vinto 4 partite di torneo in tutto.

Se per Gonzaga, South Carolina e Oregon si tratta di piacevolissime sorprese, non si può dire altrettanto dei Tar Heels, per loro in arrivo la 20esima presenza alle Final Four.

 

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