NBA Numb3rs: scomodati (e battuti) alcuni record di Shaq, MJ e Robertson.

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Si è appena conclusa una settimana che ci ha regalato tante statistiche e curiosità di cui parlare. In generale, vanno evidenziati i trend di Golden State Warriors e San Antonio Spurs che tornano ai ritmi ai quali ci avevano abituato lo scorso anno, rispettivamente 7 e 5 W in fila. Tornano a vincere le ultime in classifica Pelicans e 76ers, si arresta abbastanza improvvisamente Utah. 

 

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13.000, 3.500 e 4.500. Dopo 600 partite disputate in NBA, il signor Russell Westbrook ha totalizzato la bellezza di 13.000 punti, 3.500 rimbalzi e 4.500 assist. Solo Oscar Robertson ci è riuscito nella storia. La tripla doppia di media sembra essere a portata di mano visto che dopo 14 partite, che iniziano ad essere un campione piuttosto consistente, a Russ mancano solo 0.3 rimbalzi di media. Nonostante le sue 5 triple doppie con almeno 30 punti a referto, OKC non sembra essere brillante come lo era stata nelle prime 7/8 partite come confermano le 5 sconfitte nelle ultime 7.

4000. Punti e rimbalzi che Andre Drummond ha totalizzato in carriera. La parte interessante è che lo ha fatto ad appena 23 anni superando Shaquille O’Neal e diventando il più giovane di sempre a farlo. Fatta eccezione per il primo anno, nei successivi 4 (inclusa la stagione in corso) non è mai sceso sotto i 13 (!) rimbalzi di media.

10/12. DeMar DeRozan ha segnato almeno 30 punti in 10 delle prime 12 partite giocate. Per trovare numeri del genere bisogna nuovamente scomodare Michael Jordan, l’ultimo a riuscirci nella stagione 1986-87. I suoi Raptors però non riescono ancora a trovare la continuità dello scorso anno ed ogni tanto si lasciano andare in partite davvero pessime.

76. I New Orleans Pelicans sono in netto miglioramento, complice anche il rientro di Jrue Holiday. Hanno vinto 4 delle ultime 6 e le ultime due in fila. Finalmente Anthony Davis può tornare a sorridere visto che, indubbiamente, è lui il principale motivo di questo periodo positivo. 76 sono i punti che ha totalizzato in appena 24 ore: il 18 novembre e il 19 ha rifilato 38 punti a testa a Hornets e Trail Blazers, conditi come al solito da rimbalzi e tanto altro.

64. Da una parte, Davis ne mette 76 in due partite, dall’altra ci sono i Dallas Mavericks che segnano 64 in una partita intera. La miriade di infortuni che attanaglia la squadra di Rick Carlisle ha sicuramente influito ma segnare 64 punti in 48 minuti in casa, contro i Memphis Grizzlies è davvero troppo poco. Basti pensare che dopo tre quarti di gioco il tabellone segnava 41 punti (!) che, con i ritmi di oggi, sarebbero pochissimi anche se segnati in metà partita. Speriamo in un guarigione veloce di Dirk e compagni.

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15, 14 e 10. L’inizio dei Los Angeles Lakers è stato più che positivo. Aldilà del record, Luke Walton sembra esser riuscito a creare un buon sistema offensivo, i ragazzi sembrano entusiasti e divertiti e di conseguenza tali emozioni si trasmettono ai tifosi. La panchina dei Lakers è, numeri alla mano, la migliore della lega ma i due gioielli partono titolari: Russell e Randle. Il secondo ha registrato la sua seconda tripla doppia in carriera contro i Brooklyn Nets (15 punti, 14 rimbalzi e 10 assist). Solo Magic Johnson ha registrato più di due triple doppie prima di compiere 22 anni nella storia dei Los Angeles Lakers. Per puntualizzare, Magic poteva vantare ben 13 triple doppie il giorno del suo 22esimo compleanno.

47.8% è la quarta miglior percentuale nel tiro da 3 punti dell’intera lega (a 1.1% dalla prima) oltre che essere la percentuale con cui Marco Belinelli punisce gli avversari da oltre l’arco. E’ doveroso sottolineare la sua grandiosa prestazione contro i New Orleans Pelicans: 22 punti con 7/9 da 3, 10 rimbalzi e 5 assist. Nelle rotazioni e nel gioco degli Hornets, il nostro Marco, ha un ruolo ben definito e molto importante come conferma anche il fatto che non è mai sceso sotto i 20 minuti giocati.

59. Sono i punti che genera, almeno “ufficialmente” James Harden. Si tratta della somma di quelli segnati e quelli prodotti tramite assist, ma è inutile sottolineare che la sua presenza sul campo implica un certo tipo di difesa che permette ai suoi compagni di prendere e segnare dei tiri che con Harden in panchina non ci sarebbero, chiedere a Ryan Anderson e Clint Capela (autore di 20 punti contro i Jazz, career high) per conferma. E’ il dato più alto della lega ma anche quello più alto degli ultimi anni.

 

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