NBA Numb3rs: è stata la stagione di Westbrook e (di nuovo) dei Golden State Warriors

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Siamo giunti al capolinea, ancora un paio di partite e la stagione regolare lascerà il palcoscenico ai tanto attesi playoff. A Ovest la griglia è definita (grazie anche al buzzer beater di Westbrook che ha condannato i Denver Nuggets) e ci regalerà due serie combattute e avvincenti già al primo turno: Jazz-Clippers e Rockets-Thunder. Ad Est la situazione rimane meno certa, i Cavs si sono suicidati nella notte e conservano il primo posto solo grazie ai risultati negli scontri diretti, gli Heat invece (che nella notte sfideranno proprio LeBron e compagni) continuano a sperare di strappare un posto ai playoff ai danni dei Bulls o dei Pacers. 

Russell Westbrook

L’ultimo episodio di NBA Numb3rs non poteva iniziare in maniera migliore. Dopo aver passato mesi interi a celebrare le sue imprese e le sue statistiche finalmente possiamo dirlo: Russell Westbrook è il secondo giocatore nella storia a chiudere una stagione con una tripla doppia di media, primo per triple doppie in singola stagione (a due gare dalla fine), ma non solo. Si tratta del primo “playmaker” dai tempi di Tiny Archibald (1964) a segnare più di 2.500 punti in una singola stagione, ha segnato 50 punti per ben 4 volte (non succedeva dal 2006/07 quando ci riuscì Kobe Bryant), ha superato Wilt Chamberlain per triple doppie totali ed ora è già quarto nella storia alle spalle di Robertson, Magic e Kidd. Tutto qui? Certo che no. Nessun giocatore Thunder/Sonics ha segnato 50 punti per almeno 5 volte, nessun giocatore nella storia può vantare 3 triple doppie con 50 punti in carriera, lui lo ha fatto in una sola stagione; ha registrato due strisce da 7 triple doppie consecutive, una striscia di 5 partite con almeno 30 punti, 10 rimbalzi e 10 assist; può vantare, giusto per zittire i pochi che ancora lo odiano, i migliori numeri in clutch, che tradotto significa che abbiamo davanti il  giocatore di gran lunga più decisivo nei minuti finali di questa stagione.

8 mesi fa il record di Robertson era solo uno di quei record che appartenevano ad un momento storico troppo lontano da noi, ad un gioco totalmente diverso. Nessuno credeva che record come questo o i 100 punti di Chamberlain sarebbero stati battuti. Nessuno ad eccezione di chi vede i limiti come delle semplici illusioni e in questo caso non parliamo di Michael, ma di Westbrook che oggi è riuscito nell’impresa di riscrivere da zero un capitolo di storia NBA.

Golden State Warriors

Il dominio statistico che Russell Westbrook sta esercitando a livello di singolo giocatore è molto simile a quello che i Golden State Warriors stanno attuando a livello di team. A differenza di quanto non accada con RW0 se ne parla di meno, un po perchè tale dominio dura da qualche anno, un po perchè l’anno scorso ci ha insegnato che i record contano ben poco se poi si conclude la stagione con 3 sconfitte consecutive. Detto ciò, ancora una volta, le statistiche della stagione regolare non lasciano dubbi sul fatto che questi Warriors siano una delle squadre più forti di sempre: miglior percentuale reale nella storia da quando è stato inserito il tiro da 3 punti, maggior numero di assist dai Lakers dello Showtime, miglior offensive rating dai Bulls ’92, miglior squadra per recuperi, assist, punti, stoppate e seconda miglior difesa.

14. I Golden State Warriors hanno vinto le ultime 14 partite, molte delle quali in modo incredibilmente semplice. Si tratta della striscia più lunga della stagione, superate le 13 dei Miami Heat.

65+. Rimaniamo sempre ad Oakland. Nessuna squadra nella storia aveva mai vinto almeno 65 partite per tre anni di fila prima che Steve Kerr salisse sulla panchina dei Golden State Warriors e li guidasse ad un disarmante 205-38.

59. Damian Lillard sente l’odore di playoff e sale di colpi assicurando ai suoi un posto nella off season a suon di canestri. Un paio di giorni fa ha siglato il suo carer high nonchè maggior numero di punti in singola partita per un giocatore dei Portland Trail Blazers nella vittoria contro i Jazz. 59 punti con 9/14 da tre e 0 (!) palle perse.

788. LeBron James è sinonimo di dominio e costanza. Da 788 partite non scende sotto quota 10 punti segnati, in pratica, 10 anni. In settimana ha superato la striscia positiva di Kareem Abdul Jabbar fermo a quota 786 ed ora punta al primo posto che appartiene attualmente a Michael Jordan (866).

-26. Le ultime 1005 partite il cui ultimo periodo è iniziato con una squadra in vantaggio di almeno 25 punti sono finite con un trionfo di questa. Ma non ieri sera. Dopo aver dominato per tre quarti degli Atlanta Hawks quasi assenti dal parquet, Cleveland ha pensato bene di tirare i remi in barca e tra errori, episodi sfortunati ed errori arbitrali sono stati raggiunti dagli Hawks (che non erano mai stati in vantaggio) proprio sulla sirena. Con LeBron fuori per falli, Atlanta si è portata in vantaggio a pochi secondi dalla fine del supplementare vincendo 126-125.

 

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