NBA Numb3rs: piovono i career high, Lakers e Pistons a gonfie vele, Celtics e Bulls anomali

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Secondo appuntamento con la nostra nuova rubrica settimanale, anche questa settimana proveremo a rivivere ciò che è successo in NBA attraverso alcune statistiche, partendo dai numerosi career high registrati…

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38 e 39. Il 4 novembre, Devin Booker ha guidato i suoi Phoenix Suns alla vittoria contro i Pelicans con 38 punti, career high. Due giorni dopo lo ha ritoccato di un punto contro i Los Angeles Lakers. Evidentemente i Suns hanno deciso di puntare su di lui piuttosto che su Eric Bledsoe e Brandon Knight e il cecchino al secondo anno tra i Pro ha risposto alla grande iniziando con 23 di media nei primi 6 match.

34. Massimo in carriera anche per Harrison Barnes che nella notte ha finalmente fatto vincere una partita ai Dallas Mavericks. Per il giocatore ex-Warriors si tratta già del secondo trentello in stagione e con ogni probabilità non sarà l’ultimo. Le ottime qualità del ragazzo non sono di certo una novità, ma statisticamente non aveva mai avuto dei grandi lampi visto il ruolo che ricopriva nei Golden State Warriors.

37. Finiamo la carrellata con il career high di Cj McCollum. 37 punti con 13/23 e 6 triple per la spalla di Damian Lillard contro i Memphis Grizzlies. Dopo il MIP dello scorso anno ed il rinnovo quadriennale da 106 milioni il prossimo obiettivo potrebbe essere l’All Star Game e non siamo così lontani dal raggiungerlo.

5. Il numero di partite consecutive chiuse da DeMar DeRozan con almeno 30 punti. Solo Michael Jordan, Kobe Bryant e Kevin Durant avevano iniziato una stagione in modo simile. Il tutto diventa ancora più impressionante se si pensa al fatto che la guardia dei Raptors non utilizzi per nulla il tiro da tre (solo 2/10 nelle prime 6 partite). Ad oggi è il miglior realizzatore della lega con oltre 33 punti di media, davanti ad attaccanti del calibro di Westbrook, Harden, Lillard e via dicendo. Chapeau.

4. Come il numero di vittorie casalinghe dei Detroit Pistons su altrettante gare disputate. La particolarità è che tutte e 4 queste vittorie sono arrivate con almeno 13 punti di scarto e concedendo agli avversari al massimo 89 punti. Peccato per lo 0-2 fuori casa e soprattutto per la caduta contro i Brooklyn Nets.

BASKET-NBA-LA LAKERS MEDIA DAY

4-3. E’ il record dei Los Angeles Lakers e il 4 indica proprio le vittorie. Ottima partenza per Luke Walton e i suoi che sono a quota 3 vittorie consecutive (una molto gratificante, il +20 sui Warriors) grazie ad un attacco che, in questi 3 match, ha prodotto 119.7 punti a partita. Una ventata di ottimismo era ciò che serviva all’ambiente per iniziare al meglio questa stagione, importantissima per quei ragazzi che saranno le colonne portati del futuro Lakers.

109.3 sono i punti per 100 possessi segnati dai Chicago Bulls. Hanno perso tre partite di fila contro tre avversarie dirette: Pacers, Knicks e Celtics ma per i tifosi ci sono anche notizie positive. L’attacco dei Bulls è infatti, per ora, il terzo della lega nonostante la presenza del trio Rondo-Wade-Butler non faccia benissimo alle spaziature. Il problema vero, a giudicare da quest’inizio, è la difesa, ma su quello si potrà lavorare più facilmente vista la presenza di diversi buoni difensori nel roster.

110.2 sono invece i punti per 100 possessi concessi dai Boston Celtics, peggio di loro solo i Knicks. E’ toccato al leader della squadra, Isaiah Thomas, suonare il campanello d’allarme dopo la brutta sconfitta rimediata contro i Denver Nuggets (“Non siamo forti quanti credevamo”). I Celtics infatti ci avevano abituati ad una difesa molto più solida che sarebbe dovuta migliorare con l’arrivo di Al Horford. Detto ciò, di tempo per migliorare c’è tantissimo.

 

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