NBA Preview 2014-15, San Antonio Spurs: stessa squadra, stesso obiettivo, stesso risultato?

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San Antonio Spurs

Primi ad Ovest nel 2014-15 (62-20), campioni NBA

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Il roster:

PM: Tony Parker, Patty Mills, Cory Joseph, Kyle Anderson
G: Danny Green, Manu Ginobili, Marco Belinelli
AP: Kawhi Leonard, Austin Daye
AG: Tim Duncan, Boris Diaw, Matt Bonner
C: Tiago Splitter, Aaron Baynes

La stella: Tim Duncan

Era indeciso, lasciare da vincente sarebbe stato molto romantico, ma il desiderio di vincere due titoli di fila è troppo forte. Da quando Tim Duncan è arrivato a San Antonio nel lontanissimo 1997 ha vinto ben 5 titoli NBA ma non è mai riuscito a vincerne due di fila. Così ha deciso di rimanere, forse sarà l’ultimo viaggio, ma finchè il suo fisico lo permetterà siamo sicuri che lui farà di tutto per dare una mano ai suoi San Antonio Spurs. Inutile dilungarsi sull’apporto in termini di leadership e di carisma che garantisce TD o sul suo rapporto con Gregg Popovich, è scontato dire dunque che più degli anni passati il suo minutaggio in Regular Season sarà controllato in modo da aver il miglior lungo della NBA nelle fasi finali dei PO. Tanto si sa, gli Spurs di Popovich in RS sono perfettamente in grado di ben figurare contro chiunque anche senza Duncan o chi per lui.

 L’arma in più: Kawhi Leonard

kawhiOrmai non è più una sorpresa, non è il futuro della franchigia o l’esperimento di Popovich, ormai abbiamo davanti una vera e propria star NBA che dopo aver vinto il titolo di MVP delle Finals è pronta a prendersi sempre più responsabilità, nell’attesa di diventare il “capo”. La difesa perimetrale e non di Kawhi ha pochissime pecche, i miglioramenti offensivi durante lo scorso anno sono stati evidenti ed abbiamo già avuto il piacere di notare che è forte anche mentalmente. Nell’attesa di vederlo sempre più coinvolto in attacco grazie a nuove soluzioni (si dice che si sia allenato tantissimo sul gioco in post basso durante l’estate) possiamo dire che l’esperimento di Pop è riuscito, ma probabilmente non abbiamo ancora visto nulla.

 Il mercato: stessa squadra, stesso obiettivo, stesso risultato?

In casa Spurs non è cambiato nulla, ma proprio nulla. L’unica novità è l’arrivo con la chiamata #30 di Kyle Anderson, interessante prodotto di UCLA in grado di giocare da playmaker nonostante i 208cm di altezza. Quest’anno, con ogni probabilità, non influirà minimamente sui risultati della squadra visto che ancora non è pronto per la NBA ed affermarsi in un contesto come San Antonio non è mai semplice per un rookie. Detto ciò, il nucleo centrale degli Spurs è quello da moltissimi anni ed oramai anche i comprimari e le “riserve” sono abituate a giocare nel sistema di Pop al fianco di Duncan, Parker e Ginobili. Ancora una volta il punto di forza degli Spurs sarà proprio questo: conoscenza reciproca ed esperienza.

 Aspettative: ci siamo, potrebbe davvero essere l’ultima chance, si punta al titolo

Lo ripetiamo anche quest’anno. La verità è che ogni volta sembra di essere arrivati all’ultimo ballo e ci ritroviamo puntualmente a giugno (minimo a fine maggio) con la consapevolezza che anche nella stagione futura si dovranno fare i conti con gli Spurs. Fino a quanto può durare tutto ciò non lo sappiamo, ma ormai sembra davvero di esser arrivati troppo infondo. Con il ritiro di Duncan all’orizzonte sembra davvero esser arrivata l’ultima chance ma, se come è possibile che succeda, i San Antonio Spurs vincessero il titolo…

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