Un enorme scandalo legato al mondo delle scommesse sportive e alla manipolazione di risultati ha portato all’indagine e all’accusa di 20 persone coinvolte in uno schema internazionale di “point shaving” – ovvero la sistemazione intenzionale della differenza punti nelle partite per influenzare i payout delle scommesse. Le autorità federali statunitensi hanno reso pubblica l’indagine con un massiccio indictment depositato nell’Eastern District of Pennsylvania, rivelando dettagli scioccanti di un’organizzazione criminale che ha messo le mani nel basket professionistico cinese e in quello universitario NCAA Division I.
Secondo i documenti del Dipartimento di Giustizia statunitense, l’intera operazione sarebbe iniziata già nel settembre 2022 con partite della Chinese Basketball Association (CBA). Due uomini, Marves Fairley e Shane Hennen, sono stati individuati come i principali fixers, cioè gli organizzatori dello schema: avrebbero corrotto giocatori della CBA per perdere o condizionare il divario finale, così da poter scommettere contro la squadra coinvolta e vincere milioni di dollari.
In un caso specifico, una persona avrebbe puntato oltre 198.000 dollari su un match in cui una squadra sfavorita doveva perdere di un determinato numero di punti, e così sarebbe stato grazie alla manipolazione degli atleti.
Antonio Blakeney: il nome più noto e il suo ruolo nell’indagine
Una delle figure più importanti citate nell’indagine è Antonio Blakeney, ex stella NCAA, ex giocatore NBA con i Chicago Bulls e successivamente protagonista nella CBA cinese dal 2022 al 2024. Secondo gli atti, Blakeney sarebbe stato reclutato nel 2022 per partecipare al point shaving in Cina, accettando di sottoperformare in partite chiave per favorire gli scommettitori criminali. Dopo la conclusione della stagione CBA, uno dei fixers avrebbe lasciato un pacco contenente circa 200.000 dollari in contanti nel suo deposito in Florida come pagamento per le partite truccate.
Inoltre, l’accusa sostiene che Blakeney non solo avrebbe accettato i pagamenti, ma avrebbe poi aiutato a reclutare giocatori NCAA per estendere lo schema alle partite di college basketball negli Stati Uniti. Il giocatore oggi è uno dei protagonisti della super stagione dell’Hapoel Tel Aviv in EuroLega, motivo per il quale l’inchiesta riguarda indirettamente anche il nostro continente.
L’allargamento dello schema al college basketball
Dopo aver operato con successo nella CBA, gli organizzatori avrebbero concentrato i loro sforzi sul basket universitario statunitense nel corso delle stagioni 2023–24 e 2024–25. Qui, tramite intermediari e lo stesso Blakeney, sarebbero stati reclutati oltre 39 giocatori di almeno 17 squadre NCAA Division I: da atenei come DePaul, Tulane, Nicholls State, La Salle, Saint Louis, Northwestern State, fino a Eastern Michigan, Alabama State e molti altri.
Gli atleti sarebbero stati contattati tramite messaggi, chiamate e social media, ricevendo offerte di denaro contante che andavano da 10.000 fino a 30.000 dollari per partita per aiutarli a far sì che la loro squadra non coprisse lo spread previsto, così da consentire agli scommettitori di vincere le loro puntate.
Partite e casi indicativi
Il documento dell’indagine elenca numerosi casi di partite in cui i giocatori avrebbero manipolato la prestazione per favorire le scommesse:
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In un match del febbraio 2024, giocatori di Nicholls State avrebbero segnato molto meno del previsto per assicurare che la loro squadra non coprisse lo spread, garantendo così una vincita alle scommesse piazzate contro di loro.
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In partite che coinvolgevano squadre come DePaul e Georgetown, alcuni giocatori avrebbero sottoperformato consapevolmente nella prima metà di gioco per influenzare il risultato previsto dagli scommettitori.
Le accuse mosse includono corruzione sportiva, cospirazione per commettere frode via cavo e frode in eventi sportivi. I reati sono gravi e prevedono pene significative: fino a 20 anni di reclusione per alcuni capi d’accusa, oltre a multe pesanti. Le autorità federali definiscono lo schema una delle più vaste e sofisticate manipolazioni di partite della storia recente del basket, con conseguenze potenzialmente di vasta portata per l’integrità degli sport universitari e professionistici.
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