Niente test per il coronavirus per i Golden State Warriors: “Non siamo superiori alle persone comuni”

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Negli Stati Uniti, in questi giorni di panico per il coronavirus, si è sollevata una piccola polemica riguardo i privilegi dei giocatori NBA e degli atleti in generale, che possono facilmente essere sottoposti al tampone a differenza delle persone comuni, che invece devono pagare fior fior di dollari per effettuare i test, a causa del sistema sanitario americano.

Un’eccezione in NBA sono i Golden State Warriors, che hanno deciso di non sottoporre i propri giocatori al tampone finché non mostreranno dei sintomi. L’unico ad essere stato testato finora è stato Steph Curry, che aveva contratto una normale influenza settimana scorsa. La franchigia, nella persona del GM Bob Myers, ha spiegato le proprie ragioni per questa decisione:

Ci è stato detto che i tamponi scarseggiano, e trattiamo noi stessi come persone… Non siamo migliori di chiunque altro. Mi hanno detto che in California non dovremmo fare test per le persone asintomatiche.

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