Ieri notte i Golden State Warriors hanno trovato un’importante vittoria in trasferta contro i Cleveland Cavaliers, dopo due sconfitte consecutive. Lo hanno fatto giocando in grande emergenza, senza Steph Curry, Draymond Green, Jimmy Butler e Al Horford. Nella serata di Cleveland l’eroe che non ti aspetti è stato il gregario Pat Spencer, 29 anni, da un paio di anni a Golden State. Spencer ha segnato 19 punti, suo personale career-high, aggiungendo 7 assist (altro record personale) e tirando 7/12 dal campo e 3/4 da tre.
La storia di Spencer è molto particolare, visto che a basket non avrebbe nemmeno dovuto giocarci. Cresciuto nel Maryland, il ragazzo ha iniziato a praticare lacrosse e basket fin dal liceo, dimostrandosi molto più talentuoso nel primo. Come università ha poi scelto Loyola, dov’è proseguito questo dualismo sportivo: nel lacrosse Spencer ha stabilito il record NCAA per assist e si è piazzato al secondo posto di sempre per punti al college. Meriti sportivi che gli sono valsi, nel 2019, la prima chiamata assoluta al Draft della Premier Lacrosse League: in una scelta sorprendente però lui non si è mai unito alla squadra, gli Archers.
Questo perché aveva deciso di intraprendere una carriera nello sport in cui era teoricamente meno bravo, il basket. Quindi si è trasferito a Northwestern nel suo ultimo anno di università, concentrandosi qui solo sul basket e finendo undrafted al Draft NBA 2020. Da quel momento prima la firma in Germania con gli Hamburg Towers (8 partite con 9.2 punti di media), poi la G League e infine un two-way contract con gli Warriors, dove nelle ultime partite sta avendo un ruolo importante con 15′ di media e 7.1 punti a partita.
