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Non si può discutere Kevin Durant

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Kevin Durant sta giocando una serie molto negativa, a tratti imbarazzante. In Gara-3, ieri notte, non solo è stato deludente ma sembrava avesse addirittura paura a prendersi certi tiri. Costantemente raddoppiato, KD non è mai stato aggressivo in attacco, lasciandosi mettere la museruola da un Jayson Tatum che lo sta marcando egregiamente in questi Playoff. Le cifre di KD, in queste prime 3 gare contro Boston, parlano di 19 canestri (su 52 tentativi) e 17 palle perse.

Insomma, è vero. Va ammesso: Durant è probabilmente il più grande flop di questo inizio di post-season, anche se Kyrie Irving non è stato granché meglio, fatta eccezione per Gara-1. Sta però iniziando a circolare una narrazione profondamente sbagliata, pericolosa. Numerosi commenti sui social tendono a ridimensionare l’intera carriera di KD sulla base delle difficoltà che sta incontrando contro i Celtics. Tra chi dice che non dovrebbe essere inserito tra i migliori di sempre, chi lo definisce addirittura sopravvalutato e chi a quanto pare si è già dimenticato di come un anno fa, con Irving fuori e James Harden acciaccato, Durant arrivò ad un “ditone” dall’eliminare i Milwaukee Bucks, poi campioni NBA.

È l’effetto del presente, che porta a dimenticare rapidamente il passato. In preda all’entusiasmo per veder finalmente fallire i Brooklyn Nets, forse la squadra più detestata della Lega per via delle personalità controverse al suo intero, in molti si sono abbandonati a giudizi esagerati, a dire poco. O meglio: giudizi sbagliati. No, Kevin Durant non è sopravvalutato. Sarebbe quasi criminale pensarlo. Kevin Durant è sempre lo stesso, è un ex MVP, un due volte MVP delle Finals e un giocatore che, in condizioni normali, è capace di sostenere sulle proprie spalle il peso dell’attacco di una franchigia. Un atleta che, dopo oltre un anno di assenza per la rottura del tendine d’Achille, è tornato sui livelli stratosferici ai quali ci ha sempre abituati quando tutti si aspettavano un inevitabile calo.

Nella serie contro Boston non è stato sé stesso, e deve essere giustamente criticato per quanto scarso impatto stia avendo nella sfida. Va poi compreso il contesto, va osservata quanta attenzione i Celtics stiano mettendo nel limitarlo. Vanno fatti i complimenti a coach Ime Udoka, a Tatum, a Marcus Smart e a tutti coloro che, a turno, hanno sfinito KD e lo hanno fatto uscire mentalmente dalla serie. Ma una cosa che non va fatta è discutere il talento del giocatore. Quello proprio non si può accettare. Kevin Durant è uno dei migliori giocatori di sempre, sicuramente uno dei migliori 3 attaccanti di tutti i tempi. Questo non cambierà, anche se i Nets dovessero alla fine subire uno sweep.

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