Nowitzki risponde all’amico Cuban: “Il tanking è una cultura sbagliata”

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Nowitzki contro Cuban. Una semplificazione forse eccessiva, ma l’argomento tanking ha creato delle divergenze tra lo storico proprietario dei Dallas Mavericks e l’ancor più storico giocatore-franchigia della squadra texana, quest’anno per la prima volta impantanata, dopo molto tempo, tra i bassi fondi della Western Conference e della lega intera.

Mark Cuban, attraverso alcune dichiarazioni dei giorni scorsi, aveva ammesso che sarebbe disposto a perdere tutte le partite fino al termine della stagione per ottenere più facilmente una scelta alta al prossimo Draft. Una strategia non entusiasmante quella del tanking, ma che vedeva come l’unica percorribile dalla sua squadra e da coach Carlisle.

Le parole gli sono costate ben 600000 dollari di multa, ma anche le critiche di Wunderdirk, mai trovatosi in questa situazione nella sua lunga carriera al di là dell’oceano. Nowitzki infatti ha rilasciato queste parole dopo la vittoria dei suoi Mavs nella notte contro Indiana:

“Non si può volere una cultura in cui non si dà tutto o si smette di giocare duro. Io penso che abbia lasciato delle pessime basi per il futuro. Bisogna far capire ai giovani che bisogna competere per vincere in tutte le gare, è l’unico modo per migliorare davvero. Al termine della stagione si deve ripartire con quello che si ha”.

Parole dirette e che non temono affatto di contraddire il “superiore”. Nowitzki giocherà ancora fino alla fine della stagione per vincere più partite possibili, alla faccia del tanking. Cuban la prenderà bene?

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