Nuovo Pianella, Andrea Mauri: “Gerasimenko ha già speso 2 milioni di euro! Ora tutto quello che abbiamo fatto è diventato esecutivo”

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Massimo Oriani de La Gazzetta dello Sport ha intervistato Andrea Mauri, direttore generale della Pianella Srl, società che si occupa della costruzione del nuovo palazzetto di Cantù sotto la proprietà di Dmitry Gerasimenko:

«Il progetto è cominciato circa 2 anni fa, quando la proprietà russa ha acquisito il terreno del Pianella dalla famiglia Corrado. A quel punto sono tornate alla ribalta tutte le problematiche che hanno fatto fallire chi ci ha provato in precedenza. Il Pianella era troppo fatiscente per essere rinnovato, il costo sarebbe stato esagerato. 
Abbiamo cominciato con la viabilità, in particolar modo con lo stradone che passa vicino al palazzetto, visto che ha uno degli indici di mortalità più alti della zona. Solo questo è costato 1.270.000 euro. Il Comune ne ha versati circa 500.000, altri 500.000 li ha messi la Regione, 270.000 li abbiamo pagati noi. I lavori sono già iniziati, in quanto sono indipendenti dalla costruzione del Pianella».

PARCHEGGI

«Abbiamo poi dovuto affrontare il problema della mancanza di parcheggi. L’unica soluzione possibile era quella dei posteggi diffusi, con alcuni in prossimità dello stabile, altri a medio raggio e infine alcuni a lungo raggio.
Sono state individuate tre zone, facendo una convenzione col Comune per quello di lontananza (1.2 km), che sarà collegato con navette, da 860 posti. Tutti i terreni in zona, vagliati con rilievi ambientali e topografici, sono agricoli. Abbiamo dovuto fare verifiche con la Regione per il consumo di suolo, perché viene trasformato il suo utilizzo. Esiste pure un corridoio ambientale per la migrazione degli uccelli. Poi la gente si chiede perché sono passati due anni… Messi insieme tutti questi studi, abbiamo identificato
delle zone che la Regione potrà autorizzare. 
Dopo 40 anni tutte queste problematiche sono state finalmente risolte».

PALAZZETTO

«L’idea iniziale era quello di un impianto come quello che Gerasimenko ha già a Volgograd, che comprende aree
commerciali. Ma questo avrebbe comportato altri problemi, quindi abbiamo preferito puntare all’obiettivo numero uno, che resta quello di tornare a giocare a Cantù. La capienza sarà di 5400, 5800 per i concerti, con forma esagonale e non quadrata o rettangolare. 
Capisco la diffidenza perché ne sono morti tre di progetti, ma pensate a tutto il lavoro che c’è dietro. Ho voluto che ci muovessimo senza dare tempi o scadenze proprio per questo.
La nuova arena, il cui progetto è curato dagli architetti Ivo Redaelli e Carlo Gerosa, potrebbe un domani essere fruibile anche
dalla Briantea 84 perché è stata pensata con accessibilità per i disabili negli spogliatoi.
Qui abbiamo già fallito tre volte perché c’erano progetti da 50 milioni. Non è una cosa già vecchia, ma una che può essere realizzata».

PROSSIMI PASSI

«Ora tutto quello che abbiamo fatto è diventato esecutivo, per 3 mesi faremo incontri preliminari in attesa dell’approvazione del Comune. Col benestare s’innesta poi la parte tecnica della conferenza dei servizi, anche se in settimana faremo già incontri in modo che poi l’attivazione sia immediata. Si passerà quindi alla fase commerciale, con la vendita di spazi all’interno, con corridoi brandizzabili, e la naming, voce importante nel piano finanziario.
Vorremmo vendere ogni centimetro del palazzo. E poi il reperimento di risorse visto che quello che è stato fatto sin qui, quasi 2 milioni di euro, è tutto uscito dalla tasche della proprietà.
Se riuscissimo a ottenere un finanziamento dal Credito Sportivo, potremmo anche a liberare risorse per la squadra. Il business plan è molto oculato».

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