Occasione sprecata per i Miami Heat?

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Nessuno di noi si sarebbe aspettato una gara-1 del genere, una partita molto “particolare” influenzata enormemente dai condotti dell’aria condizionata che hanno ceduto poco prima dell’inizio, dai crampi di LeBron James e da tanti altri piccoli dettagli.

Parole, numeri e opinioni a parte, i San Antonio Spurs hanno vinto gara-1 grazie ad una superlativa prova di Tim Duncan che in maniera del tutto silenziosa, senza mai forzare o chiamare palla, ha segnato la bellezza di 21 punti con 9/10 al campo. Aiutato da Manu Ginobili è riuscito a non far pesare le assenze in termini di produzione di Kawhi Leonard e Danny Green che hanno cominciato a segnare solo nell’ultimo quarto (chiuso con 36 punti, 14/16 al campo e un +13 nei minuti finali, quando LBJ è stato costretto a rimaner seduto).

Se vi interessasse un nostro modesto parere, i Miami Heat hanno sprecato una ghiotta occasione. Lasciando da parte Duncan e Ginobili, nessuno degli Spurs ha avuto un grande impatto nei primi tre quarti, ma grazie alle triple di Belinelli e Mills, alle letture di Diaw, ad alcune scorribande di Tony Parker (che ha inserito le marce alte solo nell’ultimo quarto) sono riusciti a reggere l’urto per poi sfruttare l’assenza di LeBron James nei minuti finali. “Occasione sprecata” e molto evidentemente, se si pensa che i San Antonio Spurs hanno perso la bellezza di 22 palloni in casa, senza accusare eccessivamente il contropiede degli Heat che, con il passare del tempo, tendono ad andare sempre più piano. “Occasione sprecata” perchè Bosh ha segnato 3 triple su 4, di cui una con fallo, perchè Ray Allen non può giocare 6/7 partite a questo livello e con questo impatto. Non vogliamo dire che gli Spurs abbiano giocato male, e ci mancherebbe, ma è difficile pensare che possano far peggio, soprattutto in casa loro dove “rischiano” di perdere 22 palloni in 3 partite, e di giocare una partita intera ai livelli dell’ultimo quarto di stanotte.

Da inserire in questo contesto anche l’episodio dei crampi, senza il quale non possiamo sapere come sarebbe andata. LeBron ha abbandonato la partita a 3.59 dalla fine dopo aver segnato il canestro del -2, ma dopo i suoi Heat sono scomparsi, ricoperti da una pioggia di triple (2 di Green, una di Leonard e una di Parker). Altro “episodio saliente” del match è stata la partita di Boris Diaw: è quello che ha segnato di meno meno per gli Spurs (solo 2 punti in 33 minuti), ma in determinati momenti della gara ha dominato con la sua classe, le sue letture, i suoi passaggi e la sua astuzia, chiuderà il match con 10 rimbalzi e 6 assist.

Gara-1 è storia, tanti episodi l’hanno decisa, ma ciò che conta realmente è che Pop e i suoi hanno avuto la meglio. L’appuntamento è fissato per la notte tra l’8 e il 9 giugno e per Miami sarà fondamentale tornare a casa con almeno una vittoria.

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