Omaggio a Sarunas Jasikevicius, un vincente nato

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University of Maryland, Lietuvos Rytas, Olimpija Ljubjiana, FC Barcelona, Maccabi Tel Aviv, Indiana Pacers, Golden State Warriors, Panathinaikos, ancora Lietuvos, Fenerbahce, ancora Panathinaikos, ancora Barcelona e finalmente lo Zalgiris.

Vincitore di una coppa di Slovenia, 2 campionati spagnoli, 3 coppe del Re, 2 campionati israeliani, 2 coppe di Israele, 3 campionati greci, 3 coppe di Grecia, un campionato turco, una coppa di Turchia, un campionato lituano, 4 Euroleague, per 3 volte ha vinto campionato, coppa e Eurolega nello stesso anno, bronzo olimpico a Sidney 2000, bronzo Europeo a Spagna 2007 ed oro Europeo a Svezia 2003.

Nominato una volta MVP delle Finali del campionato spagnolo, MVP della coppa di Grecia, sportivo lituano dell’anno (2003), Mister Europa Player Of The Year (2003), MVP delle Final Four di Eurolega (2005), MVP dell’Eurobasket 2003, membro dell’Euroleague All Decade Team 2001-2010 e nominato uno dei 50 più grandi “contributors” nella storia della Eurolega.

Questo è il palmares infinito di un personaggio che, all’età di 38 anni e dopo aver vinto tutto, ha deciso di ritirarsi e cominciare ad insegnare pallacanestro da allenatore, non più da dentro al campo come faceva fino alla stagione scorsa, lui che allenatore lo è sempre stato: Sarunas “Saras” Jasikevicius ha detto basta dopo 15 stagioni da professionista vissute al vertice della pallacanestro europea e mondiale.

Un giovane Saras in maglia Lietuvos
Un giovane Saras in maglia Lietuvos

Saras non ha mai tradito le sue origini lituane, anche se in gioventù ha dovuto trasferirsi negli Stati Uniti (con cui avrà un rapporto di amore e odio per tutta la sua carriera) per imparare a giocare a pallacanestro come si deve, prima alla high school (Solanco High School in Pennsylvania) ed in seguito al college, un’università di prestigio come Maryland nella quale non trova spazio i primi due anni ma riesce a ritagliarsi un ruolo importante con medie di 13 punti e 4 assists nelle ultime due stagioni.

La chiamata dalla NBA non arriva, così Jasi fa ritorno a casa per vestire la casacca del Lietuvos Rytas, dove nella sua prima stagione da professionista mette insieme 18 punti e 5.4 assist di media; in Lituania già hanno capito che Saras sarà il faro della propria nazionale per gli anni a venire, negli USA il giovane play ha sviluppato uno stile che sarà precursore per tutti i pari ruolo futuri: passaggi no-look, palleggi in mezzo alle gambe e dietro la schiena, tiri fuori equilibrio, una maestria senza pari nella gestione del pick and roll e soprattutto carattere. Tanto carattere. Troppo carattere.

L’Olimpija Ljubjiana mette le mani su Jasi ma la stagione in Slovenia è abbastanza deludente, così il lituano fa ancora i bagagli, destinazione Catalogna, alla corte di coach Aito: a Barcellona diventa subito l’idolo dei tifosi e, quando nel 2002 Svetislav Pesic diventa capo allenatore, Jasikevicius sale in cattedra e si erge al ruolo di miglior play in Europa vincendo l’Eurolega del 2003 in casa (Final Four al Palau Blaugrana) con una squadra di marziani (Fucka, Navarro, De La Fuente, Bodiroga, Varejao ed appunto Jasikevicius), riuscendo a battere in finale la Benetton Treviso di Edney, Langdon, Nicola, Garbajosa, Pittis e Marconato e con coach Messina in panchina.

Jasi in giallo a Tel Aviv
Jasi in giallo a Tel Aviv

Ormai Saras è sulla rampa di lancio e niente e nessuno lo può fermare: lascia Barcelona da trionfatore e firma con il Maccabi, andando a formare il primo “big-three” della storia europea moderna insieme ad Anthony Parker e Nikola Vujcic, con i quali vince tutto quello che si può vincere compresa un Eurolega da MVP (2005) formando quella che è una delle squadre europee più forti di tutti i tempi.

Tutti questi successi in Europa portano Jasikevicius sui taccuini di molto scout NBA e nell’estate del 2005 arriva la chiamata dagli Indiana Pacers, che hanno bisogno di nuovo entusiasmo dopo il ritiro di Reggie Miller: Saras rimane in Indiana una stagione e mezzo da riserva di Jamaal Tinsley mettendo insieme cifre più che discrete, ma il 17 Gennaio 2007 viene ceduto a Golden State e vede solo panchina per metà stagione.

Saras festeggia con l'amico Mike Batiste
Saras festeggia con l’amico Mike Batiste

Nell’estate del 2007 decide di tornare in Europa ed a 31 anni è ancora protagonista con la maglia del Panathinaikos, con il quale vince un Eurolega (primo giocatore a vincere questo trofeo con 3 squadre differenti), 3 campionati e 3 coppe di Grecia da assoluto protagonista, leader in campo e proiezione sul parquet delle idee di coach Obradovic, non certo uno qualunque.

Nel 2010 lascia in lacrime Atene e l’Oaka e, dopo una stagione tra Lietuvos e Fenerbahce, ci fa subito ritorno per i due anni successivi, riuscendo perfino a conquistare il titolo di MVP della coppa di Grecia a 36 anni suonati; nella stagione 2012/2013 Saras torna a Barcelona per deliziare il popolo blaugrana un altro anno (memorabili i suoi 23 punti in 19 minuti in gara 5 di finale contro il Real Madrid) e durante la passata stagione finalmente Jasi corona il suo sogno di una vita: vestire la maglia della Squadra con la S maiuscola del suo paese, lo Zalgiris Kaunas.

Sì, perché se Jasikevicius è stato un idolo ed eroe in Spagna, Grecia ed Israele, in patria è considerato una vera e propria divinità di una religione politeista qual è la pallacanestro in Lituania: nell’Olimpo di Kaunas dimorano Stombergas, Marciulionis, Kurtinaitis e compagnia, ma se il ruolo di Zeus è ricoperto dall’intoccabile Arvydas Sabonis, sicuramente alla sua destra è seduto Saras, con la palla in mano che smazza assist ai compagni Dei.

Saras esulta con addosso la sua seconda pelle, la maglia della nazionale
Saras esulta con addosso la sua seconda pelle, la maglia della nazionale

In nazionale si trasforma in un agonista senza pari e si mette al volante per guidare un popolo: nel 2000 fa tremare gli USA nella semifinale olimpica di Sidney (27 punti con un quarto periodo spettacolare) e conquista il bronzo, nel 2007 ottiene un altro bronzo, questa volta europeo, perdendo la semifinale contro l’ingiocabile Russia di Kirilenko (unica sconfitta nella competizione) ma l’ascesa a divinità si compie nel 2003, in Svezia, durante i campionati europei: con una media di 14 punti e 8.2 (sì 8.2) assists a partita, Jasikevicius trascina la Lituania al successo continentale da MVP della manifestazione, portando in patria la medaglia d’oro europea.

Durante la sua carriera ha fatto contenti molti compagni: Navarro, Bodiroga, Fucka, Parker, Vujcic, Baston, Diamantidis, Batiste, Macjauskas, Siskauskas; tutti questi grandi giocatori non sarebbero stati così grandi senza aver incontrato gli assists di Jasi, sempre puntuali, tanto inaspettati per gli avversari quanto attesi dai compagni, in uscita dai blocchi, in contropiede o su pick and roll. Saras in campo ha sempre lottato fino all’ultimo possesso, con le labbra sempre in movimento e gli occhi spalancati da matto in attesa di uno spiraglio nella difesa, puntualmente colpita da una fucilata dal palleggio per un comodo appoggio.

La più grossa delusione in carriera gliel’abbiamo data noi in quella storica semifinale ad Atene 2004, ma sicuramente tutti i successi accumulati in carriera hanno fatto sì che Sarunas Jasikevicius verrà sempre ricordato per quello che è stato sul campo: un vincente nato.

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