Openjobmetis Varese: la rivoluzione estiva consentirà una risalita verso il basket che conta?

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Archiviato in maniera mesta l’esperimento Pozzecco, l’Openjobmetis Varese in estate ha dato il via a una sostanziosa rivoluzione, affidata alle sapienti mani del general manager Bruno Arrigoni e a quelle del coach Paolo Moretti. Andiamo a scoprire armi, segreti e obiettivi di questa compagine:

ROSTER

Brandon Davies, Luca Campani

Mouhammad Faye, Mychel Thompson, Lorenzo Molinaro

Jevohn Shepherd, Giancarlo Ferrero

Ramon Galloway, Daniele Cavaliero

Maalik Wayns, Ovidijus Varanauskas,

 

LA STELLA

Scegliamo Jevohn Shepherd, innanzitutto per l’esperienza e la conoscenza della nostra realtà cestistica. L’ala canadese è reduce dalle ottime esperienze nella nostra A2 con Omegna prima e Barcellona Pozzo di Gotto poi, risultando sempre il trascinatore e il più prolifico dei suoi. 18,6 e 17,4 punti di media non si fanno per caso, soprattutto tirando oltre il 50% da 2 e con il 35 % abbondante da 3. Segno di un bagaglio fisico e tecnico importante, di svariate soluzioni al proprio arco, di un giocatore sul quale diventa molto complicato difendere, poiché nulla può essergli concesso facilmente. Tiro da fuori con capacità di crearsi buone soluzioni, partenza in palleggio facilitata da un fisico ben sviluppato che gli consente di dare anche una mano importante a rimbalzo. E’ in Europa dal 2010, ha viaggiato attraverso vari campionati togliendosi soddisfazioni e alzando sempre di più il proprio livello di competitività, partecipando anche al Mondiale del 2010 con la propria rappresentativa. E’ forse atteso al passo più difficile, ma in un sistema come quello di Moretti, bravissimo a esaltare le potenzialità dei singoli, può compiere questo ulteriore passo.

Wayns, inciderà come i varesini si attendono e sperano?
Wayns, inciderà come i varesini si attendono e sperano?

L’ARMA

Maalik Wayns può essere il giocatore destinato ad esplodere, ad accendere la luce nei momenti di buio, a determinare il confine tra una stagione di anonimato e una più che positiva. Se da Shepherd ci si attende continuità e costanza realizzativa, il playmaker nativo di Filadelfia sembra poter essere quel giocatore a tratti sonnecchiante, ma sempre pronto ad aggredire e a mordere la partita. Dopo essere stato uno dei tanti americani più che brillanti nel college, ma in seguito destinati ad alternarsi tra NBA E D-League, le sue prime esperienze extra-continentali non sono state memorabili: con lo Zalgiris Kaunas è stato frenato da un infortunio, mentre in Portorico non ha lasciato un segno indelebile. Sulla sua tenuta fisica si concentrano le più grandi perplessità. Può essere una scommessa vincente, ma l’esempio di Flynn all’Orlandina lo scorso anno è troppo vicino per non esserne influenzati.

IL COACH

Paolo Moretti è una granitica certezza. Reduce dalla brillantissime stagioni a Pistoia, dove ha creato un vero e proprio gioiello di squadra, seppur con uomini del tutto diversi nei vari campionati, era pronto per il salto di qualità in una piazza dove aspettative e obiettivi sono più alti. Sarà in grado di reggere la pressione? Crediamo di sì, soprattutto perché sarebbe complicato fare peggio del 2014 e del 2015. Abituato a stare in una piazza dove si respira di basket, ha maturato un background di tutto rispetto. Sa dare un’impronta alle sue squadre, sa esaltare i singoli in un’armonia collettiva ed è in grado di adoperare le giuste correzioni in corso d’opera. La scelta di Arrigoni è parsa più che azzeccata.

Moretti vuole confermarsi a livelli ancor più alti
Moretti vuole confermarsi a livelli ancor più alti

IL MERCATO

Se rivoluzione è stata sia in società, che nello staff tecnico, non poteva non esserlo in maniera ancor più radicale sul parquet. Nessun elemento superstite dello scorso campionato, ma un’infarcita di nuovi americani pescati qua e là accompagnati da qualche obbligatoria aggiunta italiana. Cavaliero è esperienza e usato sicuro, mentre Campani rappresenta un’esuberante giovinezza in grado di poter avere impatto e di offrire soluzioni diverse nel pacchetto lunghi. Un pacchetto che comprende l’ottimo Brandon Davies, devastante al college e anche protagonista di buone comparsate in NBA con la canotta dei Sixers. L’impatto europeo lo scorso anno non è stato dei migliori, ma essere il titolare inamovibile gli darà modo di mostrare il suo intero potenziale. Mouhammad Faye è la parte meno tecnica, ma più fisica, della coppia di pivot. Macchina da rimbalzo, può aiutare Davies a controllare meglio i pitturati sia offensivi che difensivi e nelle sue stagioni in Grecia ha quasi sempre sfiorato la doppia doppia di media. Sembra una coppia ben amalgamata e assortita alla quale Campani può dare un’aggiunta di gioco perimetrale. Già detto di Wayns e Cavaliero, il giovane lituano Varanauskas, asso del 3 vs 3, porta ancora più tecnica e imprevedibilità in dote al backcourt. Mychel Thompson, fratello del più celebre Klay, guardia degli Warriors campioni NBA, è un’altra scommessa ricca di fascino. Ferrero e Molinaro, pescati dalle Minors, difficilmente potranno avere un notevole minutaggio. Staremo a vedere anche se Shepherd e Galloway, provenienti dalla Legadue, sapranno replicare al piano alto i numeri d’alta scuola già fatti vedere al pubblico italiano nelle recenti stagioni.

ASPETTATIVE

Se le scommesse fatte dovessero pagare, la squadra può ambire in un posto ai playoff. Ciò non è però scontato, vista la concorrenza e un’amalgama da trovare al più presto. Il precampionato non è stato illusorio, perciò bisogna predicare calma e non pretendere tutto subito. La squadra può ingranare marce alte, ma ci vorrà pazienza.

 

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