Le pagelle di Milano-Brindisi: Simon è il re di Milano. Banks prova a tenere a galla Brindisi ma non ci riesce

Pagelle Serie A

EA7 Emporio Armani Milano

simon milano

Jamel McLean 7,5: Probabilmente il migliore dei suoi insieme a Simon. Da un po’ di tempo ha deciso di caricarsi la squadra sulle spalle e lo fa anche questa volta. 15 punti uscendo dalla panchina non sono pochi, ma sono frutto soprattutto dei numerosi viaggi in lunetta. Contribuisce alla causa con 6 rimbalzi, anche se le 4 palle perse pesano.

Oliver Lafayette 5: da un campione come lui ci si aspetta di più. In 21 minuti giocati colleziona solo 6 punti e perde 3 palloni. Deve prendere in mano il gioco della squadra ma non lo fa.

Andrea Amato sv: In una partita fondamentale per Milano e così combattuta non trova spazio. Repesa non gli concede nemmeno un minuto.

Bruno Cerella 5: parte in quintetto e gioca diversi minuti. Mette in mostra la sua punta di diamante, la difesa, ma è nullo in attacco. Non prova neanche una conclusione e smazza un solo assist.

Milan Macvan 7: Gioca più di tutti e ripaga Repesa con 14 punti e buone percentuali. Fondamentale sotto canestro, dove cattura 9 rimbalzi che gli permettono di sfiorare la doppia-doppia.

Daniele Magro 6: Il coach gli concede più minuti del solito e lui svolge il suo compito seguendo il copione. Buona iniezione di fiducia.

Andrea Pecchia sv: Non vede il campo.

Andrea Cinciarini 6,5: Va in doppia cifra e fa quello che gli si chiede. Carica di falli gli avversari, distribuisce assist e gestisce la squadra con sapienza.

Charles Jenkins 6: Svolge il compitino rimanendo negli schemi: non rischia e non eccelle.

Stanko Barac 5: Parte titolare al posto di McLean ma non riesce a farlo rimpiangere. Tira male (1/5 da due) e perde molti palloni, con -2 di valutazione. Quando c’è lui in campo però la squadra gira meglio, come dimostra il 14 di plus/minus.

Krunoslav Simon 8: Senza dubbio il migliore dei suoi. 19 punti, 2 rimbalzi e 4 assist: se Milano è lì, in cima alla classifica, lo deve principalmente a lui.

Jasmin Repesa 6,5: La sua Milano non sarà bellissima da vedere ma, almeno in Italia, vince. Anche contro Brindisi, in una partita non facile, riesce a portare a casa il risultato.

 

Enel Basket Brindisi

banks brindisi

Adrian Banks 7,5: Se Brindisi rimane in partita fino alla fine è soprattutto merito suo. Gioca molto, segna e prende rimbalzi: sicuramente il migliore in campo dei pugliesi.

Scottie Reynolds 5: In 32 minuti poteva e doveva fare di più. 2 punti e un rimbalzo sono troppo pochi per salvare la sua partita. Dovrà provare a risollevarsi nel prossimo match con Torino.

Durand Scott 5: Così come Reynolds doveva fare di più. Anche lui parte in quintetto ma non entusiasma, risultando impalpabile a chi guarda il match.

David Cournooh 6: Parte dalla panchina ma alla fine risulta uno dei migliori. Segna con buone percentuali, distribuisce assist e prova a tenere a galla la squadra.

Alexander Harris 4,5: Gioca 10 minuti ma fa più danni che buone giocate. 2 falli e 1 palla persa, troppo poco. Per guadagnare minuti serve altro.

Marco Cardillo sv: Assaggia il parquet ma la sua prestazione non è valutabile.

Nemanja Milosevic 5,5: Partita incoraggiante. Non gioca tantissimo ma lo fa discretamente. Non è colpa sua se Brindisi affonda.

Djordje Gagic 5: Parte titolare ma è uno dei principali artefici del brutto avvio brindisino. Non è in serata e infatti vede poco il campo.

Matteo De Gennaro sv: Non mette piede sul parquet.

Andrea Zerini 6,5: Il migliore dopo Banks. Tira con ottime percentuali e prova a scuotere i suoi quando ne hanno bisogno, senza tuttavia riuscirci.

Domenico Marzaioli sv: Come De Gennaro non vede il campo.

Kenneth Kadji 7: Il leader dell’Enel questa sera non brilla ma fa comunque il suo. Da lui ci si aspetta di più, proprio in serate come questa. Tuttavia è uno dei pochi che si salvano nella sconfitta.

Piero Bucchi 5,5: La sua squadra paga il brutto avvio e poi tenta di rientrare in partita riuscendoci in parte. Non gli si chiede di certo di vincere contro la corazzata milanese.

 

Simone Soranzo
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