Pagellone LBA, Milano: stagione altalenante, ma può essere un buon punto di partenza

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Quarto posto in campionato, dodicesimo in Eurolega, eliminazione in semifinale di Coppa Italia: la stagione di Milano è da considerarsi al di sotto delle aspettative. Tuttavia, va messo in evidenza come la squadra di coach Messina abbia concentrato la maggior parte delle proprie energie sulla competizione continentale. Se guardati sotto questa luce, i risultati ottenuti dai biancorossi in Lega A non risultano deludenti. Infatti, al momento dell’interruzione della stagione attuale, l’Olimpia viaggiava con 14 vittorie e 7 sconfitte. Un simile record avrebbe, con ogni probabilità, condotto Milano alla qualificazione per i playoff scudetto.

In Eurolega, invece, questa stagione interrotta è da considerarsi come un test. Dopo un inizio sbalorditivo che ha sorpreso non solo i tifosi, non solo la società ma tutte le contendenti della coppa continentale, l’Olimpia ha dovuto scontrarsi con i propri limiti. Dopo l’incredibile scia di vittorie di inizio stagione (tra cui vale la pena menzionare quella contro il Fenerbahce e quella contro il Barcellona), il rendimento della squadra ha subito un brusco calo che ha condotto fino all’attuale record  di 12 vittorie e 16 sconfitte. La squadra di coach Messina ha dato senza dubbio segnali positivi, dimostrando di poter competere anche con le migliori della  piazza europea, ma la strada da fare è ancora lunga e tortuosa.

A livello di roster, i trascinatori della squadra sono stati principalmente due. Da una parte il Chacho Rodriguez, che non ha deluso le aspettative dei tifosi milanesi aggiudicandosi il titolo di miglior assistman e top scorer della squadra. Dall’altra l’instancabile veterano Vlado Micov, o “professore” come lo chiamano da queste parti, che nonostante l’età è stato il giocatore più utilizzato da coach Messina proprio insieme al Chacho. A questi, poi, va aggiunto l’“anziano” (non ce ne voglia) Luis Scola. L’acquisto dell’ultimo minuto si è rivelato di fondamentale importanza per la squadra, portando tanta esperienza all’interno dello spogliatoio biancorosso e ottime prestazioni sul parquet.

La grande sorpresa di questa stagione in casa AX Armani Exchange è, senza dubbio, Riccardo Moraschini. L’ala classe 1991 era reduce da un’ottima stagione con la canotta di Brindisi che gli era valsa il titolo di migliore italiano del campionato Lega A 2018/’19. Ricky, nonostante le difficoltà (ricordiamo lo stiramento al gemello mediale della gamba destra a inizio gennaio), ha mantenuto un ottimo atteggiamento facendosi sempre trovare pronto. Ha registrato una media di 17.07 minuti e 5.3 punti in Eurolega, ed è stato meritatamente premiato da coach Messina che lo ha inserito per ben 4 volte nel quintetto base europeo. Da considerarsi di buon auspicio per l’anno a venire anche lo spezzone di stagione di Arturas Gudaitis. Kaleb Tarczewski, dopo l’infortunio al polso del compagno di reparto (che si è rivelato ancora una volta alquanto sfortunato), ha faticato a colmare il vuoto da solo e si è dimostrato altalenante nel rendimento. Un premio alla continuità andrebbe assegnato invece a Jeff Brooks. Brooks si è confermato ancora una volta il migliore difensore della compagine milanese, nonché miglior sesto uomo. Una menzione anche alla buona stagione di Nemanja Nedovic che, nonostante i continui infortuni muscolari, ha messo in cascina una valutazione media di +6,7 (la più alta dell’intera squadra).

Tra le delusioni della stagione, invece, bisogna purtroppo menzionare anche due italiani oltre ad Aaron White e Shelvin Mack, da cui certamente ci si aspettava molto di più dopo le ottime cose fatte vedere nella pre-season. Andrea Cinciarini ha faticato incredibilmente a trovare il ritmo partita giocando una stagione decisamente sottotono, non solo in Europa ma anche in campionato. Accanto a lui anche Paul Biligha non si è rivelato all’altezza delle attese: da un giocatore del suo calibro ci si aspetterebbe un impatto più concreto, soprattutto per quanto riguarda punti e rimbalzi.

Gli inserimenti fatti in corsa si sono rivelati buoni investimenti. Keifer Sykes, arrivato per tamponare la partenza di Mack nel mercato invernale, si è confermato un giocatore di talento. Anche Drew Crawford si è dimostrato un giocatore più che eccellente che non sfigura assolutamente in una grande squadra come l’Olimpia.

E il futuro cosa ci riserverà? Chi può dirlo, come ogni anno è difficile fare pronostici su quello che sarà il roster della stagione a venire. I giocatori più sicuri di indossare la canottina biancorossa anche la prossima stagione sono Rodriguez, Micov e Moraschini. Della Valle ha un’opzione per un prolungamento contrattuale di un altro anno, ed è probabile che l’Olimpia lo confermi considerando che si tratta di uno dei migliori italiani in circolazione. I più in dubbio sono Andrea Cinciarini, che non è mai stato un fulcro del gioco di Ettore Messina, e Paul Biligha. Per Arturas Gudaitis è probabile il rinnovo, ma bisogna fare attenzione all’ipotesi di un NBA escape questa estate. Tra i contratti in via di scadenza ne figurano alcuni che sarebbe senza dubbio importante rinnovare: stiamo parlando di Brooks, Tarczewski e Nedovic. Difficili le conferme di Burns e Sykes, il cui compito era solo quello di colmare temporaneamente il vuoto lasciato da Mack. Abbastanza in dubbio, per quanto ovviamente possibile, la conferma di Luis Scola. Leggermente meno in dubbio, invece, quella dell’ultimo arrivato Drew Crawford e di Michael Roll.

Le aspettative per  la prossima stagione, a livello di obbiettivi, rimangono invariate. Considerando la stabilità a livello societario e l’ottimo roster, per quanto riguarda il campionato l’obbiettivo può essere solo uno: lo scudetto. Per quanto meno prestigiosa come competizione, è più che lecito aspettarsi anche una vittoria in Coppa Italia. A livello europeo, invece, l’obiettivo minimo sarebbe riuscire a centrare la qualificazione ai playoff di Eurolega tornando così tra le grandi 8 dopo numerosi anni di assenza.

 

VOTO COMPLESSIVO: 6

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