Pagellone LBA, Pistoia: missione compiuta, Carrea non stecca alla prima in Serie A

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Salvezza doveva essere e salvezza alla fine è stata. Anche in onore del presidentissimo Roberto Maltinti, scomparso a settembre per un attacco di cuore: un nome che resterà per sempre legato alla storia del basket pistoiese, col cuore, con la passione e con la memoria. Non è arrivata la formula (piena) nella salvezza che tutti a Pistoia si attendevano. Ma tant’è. La cristalizzazione della classifica a fine girone d’andata ha permesso alla Ori Ora, che all’andata aveva vinto con Trieste, con cui ha finito a pari punti, di ottenere la differenza canestri e di “cancellare” di fatto l’ultima sconfitta proprio a Trieste, giocata in condizioni emotive pessime, sabato 7 marzo. Quel giorno sarà ricordato come l’addio definitivo prima del Coronavirus a una stagione assurda. In realtà, anche contando quel ko, e le partite giocate nel ritorno, Pistoia sarebbe stata salva lo stesso per la classifica avulsa a tre con Roma e Trieste, basando tutto il suo bottino su quelle cinque vittorie casalinghe consecutive con Trieste, Cantù, Cremona, Venezia e Pesaro tra novembre e dicembre.

Coach Carrea ha avuto ragione a difendere il gruppo dopo le prime sei sconfitte consecutive e a compattarlo, puntando tutto sul cavallo di ritorno Petteway e sulla solidità sotto canestro di Brandt, quinto miglior rimbalzista del campionato (media 7,9) e decimo nel tiro da due, sulla crescita di quel Justin Johnson che a conti fatti è stato forse il migliore (13,4 di media) per rendimento e il più continuo in un campionato che ha rispettato le attese: sofferenza nei bassifondi e risalita d’impatto, con qualche sprazzo doc (la vittoria su Venezia, anche quella netta su Cremona oltre all’unico exploit esterno, nello spezzone del girone di ritorno, a Roma di 1 punto) che è valso la conferma in serie A per il prossimo anno. Quando si ripartirà, se si ripartirà, forse a 14 o forse a 16 squadre.

La delusione, se così si può dire, è stata rappresentata da Dowdell, che non ha mai inciso in cabina di regia e che a un certo punto (forse tardivamente) è stato tagliato per l’ex canturino Culpepper: peccato che il Coronavirus abbia cancellato la sua unica partita (se si può definire tale, giocata in un clima surreale a porte chiuse) a Trieste. Randy, attesissimo a Pistoia, si è allenato per sole tre settimane prima di andarsene come tutti gli altri allo scoppio della pandemia. Era lui il colpo grosso del rush finale, in un reparto esterni che ha avuto linfa da Salumu, spesso incisivo in casa e da Petteway, tornato tre anni dopo l’ottima stagione con coach Esposito al Palacarrara e perfettamente calato nel ruolo del tiratore ma anche dell’uomo squadra (16,3 punti di media) con 54 triple segnate (percentuale del 34%) e la leadership giusta nei momenti caldi. La panchina, sicuramente corta, ma il bilancio va salvaguardato, ha offerto poco con D’Ercole e la solita generosità da Della Rosa, il prodotto di casa: il migliore è stato sicuramente Landi, che a questi livelli ha dimostrato di poterci stare eccome, con fisicità e con una ottima mano dalla lunga. Una menzione d’onore la merita coach Carrea, giovanissimo e alla prima esperienza in serie A: poteva subire l’impatto, è stato bravo quando la squadra è partita male a trovare lo spunto giusto per rimetterla in carreggiata e a farla difendere forte quando contava. La società, il ds Sambugaro su tutti, arrivato con lui da Biella (e con Wheatle) è stata capace nel mantenere i nervi saldi, anche a gennaio, quando sono arrivate quattro sconfitte di cui tre in casa (con Sassari, Trento e Treviso), prima del colpaccio a Roma che ha poi spinto la vittoria con Reggio Emilia nel Kobe Bryant day, dedicato al Black Mamba morto tragicamente in elicottero.

Il futuro? Difficile da decifrare. Della Rosa, Wheatle e Landi sono gli unici ad avere il contratto per l’anno prossimo (per Landi c’è un opzione) però il resto tutto è in alto mare. Da definire anche la possibile conferma, e sarebbe, il terzo anno, dello sponsor Ori Ora. Ma intanto c’è da capire cosa accadrà a tutta la serie A.

 

VOTO COMPLESSIVO: 6,5

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