Carlos Stewart Jr, point guard della Pallacanestro Openjobmetis Varese

Non bella, ma vera. Varese impara a vincere davvero

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Non è tutto oro ciò che luccica, ma vale comunque due punti pesanti da portare a casa. Varese sta imparando a essere efficace anche senza brillare, e alla fine è ciò che conta davvero: essere concreta quando serve. Eppure, al PalaRadi, la serata sembrava destinata a imboccare la strada sbagliata fin da subito. L’11-0 nei primi tre minuti, le falle difensive che fanno capolino per mezz’ora, il misero 6/33 dall’arco, la paura di perdere Librizzi o Stewart per problemi di falli già a metà del terzo periodo: un copione che, due settimane fa, avrebbe probabilmente travolto la Openjobmetis.

Questa volta, invece, no. Proprio dentro le difficoltà Varese scopre la sua versione più coraggiosa e concreta. Un cambio di passo netto rispetto all’ultima gara prima della sosta, quando la squadra si era fatta schiacciare dagli eventi senza mai trovare un appiglio. A Cremona, pur senza offrire un basket scintillante, nel quarto periodo affiora finalmente quel carattere che sposta gli equilibri. E porta due punti fondamentali.

Il protagonista della svolta porta il nome di Carlos Stewart: 19 punti in 18 minuti (6/7 da due, 2/5 da tre) e quattro dei cinque canestri che alimentano il devastante 22-4 con cui Varese scava la doppia cifra di vantaggio (69-79) a due minuti dalla sirena. Il rookie americano illumina il finale, ma non è l’unico a incidere.

Accanto a lui c’è la solidità di Alviti (17 punti, 4/6 da due e 3/7 da tre), la riscossa di Iroegbu dopo un primo tempo complicato (16 punti) e l’impatto monumentale di Olivier Nkamhoua: 13 punti, 16 rimbalzi e una presenza costante nel pitturato. I numeri raccontano già molto — 52 rimbalzi catturati, dominio fisico evidente — ma ci sono anche le giocate che non finiscono nella casella statistica e che orientano l’inerzia: lo sfondamento subito da Tazé Moore a 3’ dalla fine che manda Casarin fuori per falli, o la stoppata pulita di Renfro su Grant lanciato al ferro.

Sono le istantanee di una Varese che, come ha sottolineato coach Kastritis, ha mostrato “il desiderio e la volontà necessari per vincere”. La trasferta vinta è una buona notizia; il modo in cui è arrivata, però, lo è ancora di più. Perché è nella costanza, nella capacità di reggere gli urti e di produrre continuità nei momenti critici che si misura la distanza tra buoni giocatori e squadre che vincono davvero.

Foto: Pallacanestro Varese

Matteo Bettoni

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