Paul Pierce e i Celtics,siamo arrivati al capolinea?

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The Captain and the Truth,Paul Pierce

Tantissimi tifosi celtici dopo la bruciante (ma non per questo priva di emozioni) eliminazione in gara 7 delle scorse Finals della Eastern Conference, avevano pensato che ormai si era arrivati alla fine di un ciclo,quello dei Big Three (Ray Allen-Paul Pierce-Kevin Garnett).

A sorpresa,quasi inaspettatamente, Garnett decise di prolungare la sua esperienza con Boston per altri 3 anni,con le celebri frasi: “Once a Celtic,only a Celtic” e “I bleed Green,I die Green”,provocando a Boston il finimondo: tifosi in visibilio,che,con la firma del “Jet” Jason Terry ormai alle porte e con un Draft NBA soddisfacente (preso l’obiettivo primario,Jared Sullinger),iniziarono a sperare in un altro ballo per il titolo.

Le firme di Jeff Green e Chris Wilcox (entrambi rientranti da operazioni al cuore) aumentarono ancora di più le possibilità di vedere Boston sul tetto del mondo nel 2013. Il gruppo era unito,i senatori erano rimasti tutti,o quasi,perché vedere quel #20 biancoverde trasformarsi in un #34 biancorosso fu un colpo basso non solo per i tifosi,ma anche per la dirigenza e i giocatori (rileggersi le parole al veleno di KG dopo la firma di Ray per Miami).

Tuttavia,la stagione dei Celtics finisce ancora prima di iniziare nel vero senso del termine,a gennaio Rondo subisce quel terribile infortunio che tutti conosciamo (turn ACL) che spegne le speranze biancoverdi. Emozionante la tenuta mentale del gruppo,che,perso anche Sullinger,aumenta il rendimento fino a garantire i PO. Postseason (passata con una patch in ricordo del tremendo attentato che ha colpito la città) che si rivela amara per i ragazzi di Rivers,che finiscono eliminati dai Knicks in 6 gare, con molti rimpianti.

Ora, il leader,il capitano,la spina dorsale dei Celtics,Paul Pierce,sembra definitivamente alzare bandiera bianca: “Onestamente non penso di continuare,amo questo gruppo,il coach,la dirigenza,i ragazzi e i tifosi,ma sinceramente penso che questa squadra abbia bisogno di una profonda ricostruzione, ed io,per ovvi motivi,non penso di poter farne parte. Ho bisogno del tempo per riflettere,non sarà una decisione facile”.

 

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