Penny Hardaway e l’inizio di una nuova era

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Il nome di battesimo recita Anfernee Deon Hardaway. La nonna era solita chiamare suo nipote “Pretty”, ma l’accento del sud della donna, originaria della Louisiana, “storpiava” la parola che era percepita come “Penny” appunto, come la moneta che compone il dollaro americano.

Penny Hardaway collegeLa prima passione del piccolo Hardaway è il football, ma la nonna dopo aver partecipato come spettatrice ad alcune partite del nipote, lo ha ritenuto uno sport troppo violento e pericoloso. Alla Treadwell High School sboccia l’amore per la palla a spicchi e il nostro si guadagna una borsa di studio per l’allora Memphis State University (oggi University of Memphis): la prima stagione la passa in tribuna, ma non per demeriti sportivi: viene coinvolto in una sparatoria con alcuni suoi amici e nonostante (e per fortuna) non ne esca ferito è costretto a guardare i suoi compagni di squadra dagli spalti. Trascorre altre due annate al college e viaggia a cifre CLAMOROSE nell’anno da junior con  22.8 punti, 8.5 rimbalzi, 6.4 assist, 2.4 steal and 1.2 stoppate di media a partita: la squadra sostanzialmente non esiste e di conseguenza i risultati non sono dei migliori.

Alla notte del draft, prima ancora di poter mettere piede in campo, avviene il fattaccio: scelto con la numero tre del primo giro dai Golden State Warriors, viene immediatamente scambiato direzione Orlando Magic in cambio di Chris Webber e tutto ciò scatena l’ira dei tifosi, che si erano già preparati ad ammirare la coppia delle meraviglie con Webber in coppia con il Rookie of the Year Shaquille O’Neal. Primo anno nella lega: 16 punti, 6.6 assist e 5.4 rimbalzi di media. La pressione, i malumori dei tifosi, degli addetti ai lavori e dei compagni di squadra vengono spazzati via dal talento del giovane Penny, che viene incluso nell’NBA All-Rookie Team, dopo aver vinto il premio di MVP del Rookie Challenge e aver trascinato, in coppia con Shaq, Orlando alla prima apparizione di sempre ai playoff. Contro i Pacers di Reggie Miller non c’è storia: la serie si chiude 3-0 per Indiana con Hardaway che migliora ulteriormente le proprie cifre (19.7 punti, 7 assist e 6.7 rimbalzi in tre partite). Fuori al primo turno, ma i Magic sono pronti a fare la storia.

Penny e Shaq
Sahquille O’Neal e Penny Hardaway: la miglior coppia della storia?

Nella stagione successiva (1994/1995) la coppia Penny-Shaq viaggia a 20.9 punti, 7.2 assist e 4.4 rimbalzi di media per il primo e 29.3 punti e 11.4 rimbalzi per il secondo (best duo ever?), e l’aggiunta di un veterano quale Horace Grant porta i Magic ad un record di 57-25 che vale il primo seed nella Eastern Conference. Orlando elimina prima i Bulls di Jordan e poi i Pacers dopo gara 7. Penny è alla sua seconda stagione NBA e si gioca già le finali nba: purtroppo gli Houston Rockets sono destinati a ripetersi dopo la passata stagione e l’inesperienza dei giovani Magic viene fuori di fronte a due hall of famer come Clyde Drexler e Hakeem Olajuwon.

1995 Eastern Conference Semi-Finals Game 4: Orlando Magic vs. Chicago BullsL’anno dopo Michael Jordan e i suoi Chicago Bulls ne vincono 72 e affrontano proprio gli Orlando Magic nelle finali di conference: quest’anno Hardaway e O’Neal devono farsi da parte e dopo un clamoroso 0-4 sono costretti ad arrendersi. Dopo questa serie di playoff però nella Lega si comincia a realizzare che tipo di giocatore sia diventato Penny e la qualità del gioco dimostrata fin’ora: arrivano i complimenti di sua maestà MJ che esalta pubblicamente gli attributi e la classe del numero 1, dimostrando da qui in poi sempre un grandissimo rispetto per il giocatore dei Magic.

Penny ha appena terminato la sua terza stagione nba ed è solo all’inizio della sua carriera, anche se ormai le qualità del giovane prodotto del Tennessee richiamano un paragone tanto azzardato quanto stuzzicante: playmaker ANOMALO di 201 centimetri con una visione del gioco fuori dal comune, ma nonostante tutto un giocatore istintivo, con un’innata capacità di concludere al ferro. Un assistman a 5 stelle, con braccia infinite che lo hanno reso anche un buon difensore, soprattutto capace di intercettare spesso e volentieri la palla sulla linea di passaggio. Non era un tiratore efficace, non era il bravo ragazzo che tutti avrebbero voluto: sfrontato, cattivo e arrogante. Uno showman fatto e finito.

Forse è proprio per tutte queste caratteristiche che il primo che vi viene in mente è Johnson: si perché Penny ricordava troppo Magic per lo stile di gioco e per la classe dimostrata sul parquet. La sua capacità di andare a rimbalzo e di essere un giocatore completo a 360 gradi lo hanno reso forse uno dei primi, dopo Magic appunto, capace di ricoprire più ruoli.

Purtroppo nell’estate del 1996 Shaq cede alle lusinghe dei Los Angeles Lakers e una delle coppie più esaltanti di sempre viene divisa. Tre stagioni da solista ad Orlando, caratterizzate da altrettante chiamate all’All Star Game, ma che lo costringono a saltare già troppe partite per alcuni problemi fisici dovuti ad un ginocchio troppo fragile.

Penny Hardaway SunsNel 1999 viene scambiato ai Phoenix Suns e in coppia con Jason Kidd chiude a 17 punti, 5.3 assist e 5.8 rimbalzi in 60 partite giocate: passato il primo turno incontrano i Lakers di Shaq, ma LA è nel pieno del suo three-peat e spazza i Suns in 5 partite. Sostanzialmente la carriera di Penny Hardaway si conclude qui: dopo 7 stagioni da professionista, a soli 28 anni gli infortuni cominciano a condizionare il suo stile di gioco e soprattutto il suo fisico. In 8 stagioni salta 381 partite. Tocca i minimi in carriera in qualsiasi statistica e anche Phoenix dopo tre stagioni lo scarica ai Knicks, dove gioca 42, 37 e 4 partite in tre stagioni.. Dopo due anni di inattività prova a tornare in campo con i Miami Heat, dove ritrova il suo vecchio partner in crime Shaquille O’Neal, ma a dicembre la società decide di rescindergli il contratto.

Personalmente mi sento di dire che molto probabilmente siamo stati privati di un talento puro fuori dal comune, forse il precursore di un nuovo concetto di playmaker, quello che oggi è diventato per noi “ordinaria amministrazione” e che solo 10 anni fa rendeva un giocatore come Penny Hardaway semplicemente spettacolare.

 

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