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Perché la NBA gioca il giorno di Natale?

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Il giorno di Natale del 2021, l’NBA ha messo in programma 5 partite, tutte con un background particolare. Il ritorno di Trae Young ed i suoi Atlanta Hawks al Madison Square Garden, dove i Knicks dovranno vendicare l’eliminazione subita agli scorsi playoff, la sfida tra i Boston Celtics ed i campioni in carica dei Milwaukee Bucks, con il duo Smart-Brown che non ha mai nascosto l’antipatia verso l’MVP Antetokounmpo, ovviamente la supersfida ad Ovest tra i roventi Golden State Warriors di Steph Curry ed i vicecampioni Phoenix Suns, guidati da Chris Paul, la battaglia tra superstar Nets-Lakers, che inizialmente prevedeva il duello Durant-Irving-Harden contro James-Davis-Westbrook, e infine a chiudere il programma Mavs-Jazz, con Doncic e Mitchell a concludere al meglio la serata americana.

La prima partita ufficiale giocata il giorno di Natale in NBA risale addirittura al 1947, ovvero alla seconda stagione assoluta della Lega. Il commissioner era Maurice Podoloff e New York Knicks contro Providence Steamrollers (89-75) fu il match che inaugurò questa tradizione che perdura fino ai nostri giorni, con l’NBA che mette in calendario alcune delle partite più attese dell’anno, per fare compagnia alle famiglie riunite per la festività per tutto il corso della giornata (e della nottata, per noi europei). L’unica eccezione è stata la stagione 1998-99, quando la Lega era ferma per il lockout.

L’NBA rappresenta un unicum per gli USA: il baseball è in offseason, l’NFL raramente gioca il 25 dicembre, mentre in NHL è vietato giocare nei 3 giorni di festa (24, 25 e 26 dicembre), come decreta il contratto collettivo dei giocatori. Ciò permette alla pallacanestro di diventare padrona dello sport a livello nazionale ed, in parte, mondiale, con gli occhi degli appassionati rivolti solamente alla palla a spicchi.

Shaq e Kobe nel giorno di Natale del 2004

I protagonisti delle gare di Natale sono state tutte le superstar che hanno calcato i parquet della NBA e le prestazioni da ricordare sono state innumerevoli: i 59 punti e 36 rimbalzi di Wilt Chamberlain nel 1961, i 60 punti di Bernard King nel 1984, la leggendaria sfida tra Shaq e Kobe nel 2004, la prima da avversari dopo i successi con i Lakers, la 1000esima vittoria di Phil Jackson nel 2008 (contro i Celtics), per finire con la doppia sfida 2016-2017 tra Golden State e Cleveland, con Irving che vince il primo duello e Thompson ed i Warriors il secondo.

Le ragioni per cui l’NBA ha deciso di mettere in programma le partite più attese proprio il giorno di Natale sono molteplici con in testa, ovviamente, la questione economica. La televisione è una delle protagoniste nei giorni di festa di tutte le famiglie nel mondo, e la Lega ha colto la palla al balzo già negli anni ’40, vendendo le trasmissioni per cifre spropositate, con tutte le gare trasmesse sulle reti nazionali. Il fatto che gli altri principali sport USA non scendano in campo il 25 dicembre è un grosso vantaggio per la pallacanestro, che può così monopolizzare il mercato televisivo, spesso riempiendo tutta la giornata con un’intensa programmazione.

Se in passato la NBA programmava le partite secondo le grandi rivalità nelle stesse Division, anche per permettere ai giocatori di trascorrere la festività con le famiglie, nei giorni nostri non è più così, anzi spesso si giocano partite tra squadre di Conference diverse, che si affrontano solamente due volte durante la stagione, creando così più hype per una semplice partita di regular season.

Negli ultimi anni, grazie alla partnership tra NBA ed Adidas, il giorno di Natale significava anche delle divise speciali, cosa che però non avviene con Nike, oggi partner esclusiva per le canotte da gioco NBA.

Detto ciò, sedetevi sul divano con la vostra famiglia, telecomando alla mano e godetevi lo spettacolo della NBA on Christmas Day!

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