Pesaro-Brindisi: la parola ai coach nel post partita

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HAPPY CASA BRINDISI: FRANCESCO VITUCCI

“Devo dire che sono davvero contento per questa ottima prestazione di squadra perché eravamo chiamati ad una partita delicata e di grande maturità perché seppur noi venivamo da un bel periodo dall’altra parte affrontavamo una squadra reduce da due vittorie consecutive con il cambio di allenatore e quindi dovevamo affrontarla con grandissima attenzione e questo lo abbiamo fatto perfettamente nel primo tempo e devo dire che aldilà del passaggio a vuoto del terzo quarto con Pesaro che è arrivata a meno 6 la squadra ha reagito anche se un pò in ritardo ma mi è piaciuta perché ha ripreso in mano la partita con il contributo di tutti anche se un pò a macchia di leopardo. Una squadra che ha reagito in maniera importante determinante e che voleva portare a casa il risultato. La mia squadra è stata intelligente a cercare il giocatore in forma in ogni momento ed è una vittoria di squadra con tutti i giocatori coinvolti ed un ottimo contributo da parte della panchina con minuti importanti e impatto importante da parte di tutti i giocatori. Ben 6 giocatori in doppia cifra ed uno a 9 punti quindi questo fa ben sperare per il nostro futuro, quindi andiamo avanti così sereni ed umili”.

VL PESARO: MATTEO BONICIOLLI

“Posso dirvi due cose. La prima: il valore dei nostri avversari. E’ una squadra che gioca un buon basket, ben costruita e ben allenata e quindi a loro vanno solo i nostri complimenti e gli stringiamo la mano. Inoltre stanno giocando con una fiducia clamorosa, d’altra parte quando vinci contro Milano in casa e vinci su due campi difficili in trasferta come Trento e Trieste è chiaro che ti senti forte ed anche un po’ più forte di quello che sei. A loro vanno soltanto i nostri più grandi complimenti. Per quello che riguarda noi ovviamente io non sono più sciocco e giovane da pensare di avere la bacchetta in mano per vincere sempre dopo le due vittorie fatte contro dirette avversarie per la salvezza che rimane il nostro obiettivo però da questa partita emergono due cose molto chiare: la prima l’approccio molle alla gara. Come le squadre forti fanno, ci hanno dato un pugno da K.O. all’inizio e noi lo abbiamo subito tutto e siamo rimasti alle corde cercando di recuperare. Dobbiamo fin dalla prossima cercare almeno non dico di darlo noi ma almeno di evitarlo all’inizio. La seconda cosa: pollitudine. Cioè essere Polli, come noi siamo. Dopo un grandissimo sforzo per arrivare a -6 e palla in mano nelle due azioni successive, due errori che hanno innescato il contropiede e la bomba da tre. E non sto parlando di un giocatore che sbaglia ma proprio di tutta la squadra. Da -20 arriviamo a -6, palla in mano, con un pubblico che ci spinge e che posso solo ringraziarem ed invece torniamo ad essere dei polli. Perciò il nostro compito da qui alla fine della stagione è alzare la qualità del nostro approccio mentale alle partite e la nostra concentrazione mentale in tutti i momenti della partita e seconda cosa è aumentare il rendimento della nostra second unit come direbbero gli americani ma che noi volgarmente chiamiamo panchina e quando dico alzare il rendimento della panchina non intendo far diventare i giocatori dei fenomeni, non è questo quello che chiedo e pretendo ma abbiamo bisogno che il momento buono di rendimento dei giocatori chiamati in campo sia più lungo, sia sempre buono ogni volta che vengono chiamati a giocare”.

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