Pianigiani: “Prima o poi perderò uno Scudetto, finora non mi è mai capitato… Deprimo gli italiani? Smentisco categoricamente!”

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Simone Pianigiani ha rilasciato un a lunga intervista a Il Corriere della Sera che potete leggere completa sul loro sito internet.

FAVORITA NUMERO UNO PER LA VITTORIA

«Chi ha vinto, sa quanto sia difficile vincere. Però c’è una cosa che mi fa arrabbiare, ovvero vedere che a un gruppo non vengono riconosciuti i progressi che sta ottenendo e gli sforzi che fa. Io so che cosa c’è dietro una vittoria, quanto sudore, quanta fatica. Vincere non è mai facile».

OSSESSIONE SCUDETTO

«Non ho l’ossessione della vittoria. Prima o poi capiterà che io perda un campionato, finora non è mai successo. La mia è un’altra ossessione. Ho l’ossessione del miglioramento. Le grandi squadre, quelle dei Guardiola, dei Sacchi, nascono così. Mi piace lasciare una traccia nei posti dove vado, avvertire la sensazione di aver contribuito a fare qualcosa. A quel punto, alzare un trofeo diventa la logica conseguenza».

FALLIMENTO IN EUROLEGA

«Premetto che a inizio stagione nessuno ci aveva inserito nelle prime otto del ranking. E nessuno, una volta perso Gudaitis, credeva potessimo farcela. Quindi credo che siamo andati ben oltre le aspettative. Ciò detto, avrei voluto giocarmeli, quei playoff. Li abbiamo cercati alla morte, rischiando il primo posto in campionato. La mentalità deve sempre esser questa».

PIANIGIANI DEPRIME GLI ITALIANI?

«Smentisco categoricamente. Fino a che c’era l’Eurolega, Della Valle ha giocato 20 minuti a partita. A Milano, non in una squadretta. Fontecchio ne ha giocati 14. Chiaro che ora, con un solo torneo, sta in campo chi fa meglio. Quindici minuti a Milano sono 15 minuti di sostanza: Bertans giocava meno ed è andato in Nba. E quelli che sono partiti da Milano non mi pare poi abbiano trovato grandi minutaggi in Eurolega. Per i miei scudetti a Siena sono stati determinanti Carraretto e Ress, che pure giocavano poco».

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