Pozzecco non può allenare

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“Pozzecco non può allenare”. Siate sinceri: in quanti l’avete pensato nelle sue esperienze a Varese e alla Fortitudo Bologna? Più o meno tutti. Lui stesso l’ha pensato e ce l’ha raccontato in un’intervista di un paio d’anni fa. Eppure quello che sta facendo con la Dinamo Sassari è leggendario. Ha eliminato l’Olimpia Milano più forte della storia dell’era Armani con un secco e perentorio 3 a 0, giocando senza il sostituto del suo miglior giocatore – Scott Bamforth – ovvero Tyrus McGee.
Cosa gli puoi chiedere di più? Ah giusto, ora in Sardegna gli chiedono lo Scudetto perché i biancoblu, dopo la vittoria della FIBA Europe Cup, vogliono chiudere un’altra stagione eroica con il secondo titolo nazionale della sua storia.

Ma facciamo un passo indietro. Se oggi Sassari è questa realtà magica, tanti meriti vanno a Vincenzo Esposito, il quale ha portato in Sardegna due ragazzoni che quasi nessuno conosceva come Jack Cooley e Rashwn Thomas, indubbiamente i migliori per costanza di tutta la serie contro i meneghini. Ha costruito lui questo gruppo e ha voluto che i sassaresi tenessero Marco Spissu e portassero in Sardegna Stefano Gentile, giocatore dal talento sconfinato che però ha vissuto le ultime 2-3 stagioni dilaniato dagli infortuni, i quali non gli hanno permesso di performare al massimo.
Gianmarco Pozzecco, che è tutto tranne che un uomo stupido, ha più volte ricordato questo aspetto, sottolineando anche lo stupendo lavoro che stanno facendo i suoi assistenti, Edoardo Casalone e Giorgio Gerosa, due dei migliori a livello Nazionale. Ecco, in questo si è dimostrato molto maturo: nel mondo del lavoro delegare è importante. Voler essere sempre il protagonista non è cosa utile, bisogna sapere qual è il proprio spazio e qual è quello altrui. In questo Pozzecco è maturato tantissimo svolgendo il ruolo di vice allenatore allo Cedevita Zagabria.

Ma cos’ha dato in più Pozzecco ai suoi? La mentalità vincente. Spesso noi parliamo del ragazzo di Gorizia come di un “pazzo” ma dimentichiamo sempre la sua voglia di vincere e quanto ci stia male quando perde. D’altronde ha guidato un gruppo di fenomeni fino alla finale di un’Olimpiade giocando da leader assoluto. Questo forse mancava alla Dinamo. Non che Esposito non sia un trascinatore o un vincente, lungi da noi dire una cosa del genere, ma Pozzecco è veramente il giusto pantalone per la giacca elegante da sfoggiare nelle serate più importanti della nostra vita, se si parla di Sassari. C’è un’empatia tra l’ex Capo d’Orlando e la sua tifoseria che va oltre l’immaginabile. Il “Commando”, lo stesso presidentissimo Stefano Sardara e i suoi giocatori pendono dalle sue labbra. In questo momento potrebbe convincere l’intera Sardegna a dichiarare guerra alla Corsica con una semplice diretta su Facebook.

E ora cosa deve fare il Poz? Semplice: vincere. Dopo la vittoria su Milano, i sassaresi hanno la spada di Damocle di essere i favoriti. Però questo non sembra essere un peso per il goriziano, dato che prima della serie contro l’Olimpia aveva dichiarato che non si sentiva sfavorito ma, anzi, partiva quanto meno alla pari dell’Armani Exchange. Perciò non sarà un problema per lui dire che sarà favorito contro Venezia o Cremona, a prescindere da chi vincerà l’altra semifinale.
Ma se dovesse vincere lo Scudetto, poi potremmo dire che si tratta di un allenatore e non di un pagliaccio, come alcuni addetti ai lavori – non solo i tifosi – nelle segrete sale hanno osato definire?

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