Pozzecco prima di Gara-6: “Il mio sfogo? Non era premeditato e non ce l’avevo con De Raffaele, ma con tutti”

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Stasera la Reyer Venezia avrà il primo matchpoint per lo Scudetto sul campo della Dinamo Sassari: coach Gianmarco Pozzecco ha parlato alla Gazzetta dello Sport, soffermandosi in particolare sul violento sfogo avuto dopo Gara-5 a proposito delle condizioni del Taliercio e del “piangere” per avere un ritorno in termini di fischi arbitrali. Con toni molto più calmi rispetto a martedì, il Poz ha dichiarato:

Non sono mai stato capace di elaborare processi mentali, non conosco la premeditazione. Sono stato un giocatore vero e lo sono ancora. Per me non esiste una scorciatoia per vincere una partita. Perciò, quando percepisco una situazione del genere che può alterare il risultato aldilà di quello che fanno i giocatori, vado fuori di testa. Reagirò sempre così. I toni non sono un problema, il problema è quel che accade intorno alla partita.

Sottolineo che non ce l’ho con Walter [De Raffaele, ndr], siamo amici e ha fatto bene a ricordarlo. Ce l’ho con tutti, con la cultura sportiva italiana dove conta solo il risultato. E’ un sistema allucinante. I giocatori devono vincere le partite, sono loro che possono condizionarne l’esito. Poi insieme a loro in campo ci sono tre persone che hanno il compito di far rispettare le regole. Lasciamo che lo facciano serenamente, io non ho mai parlato di loro prima dei Playoff. Di recente, il mio maestro Recalcati mi ha impartito una lezione: nel basket non conta il metro arbitrale. Non è questione di un fallo in più o in meno. Rispetto ai miei colleghi, penso di avere un modo diverso, non dico migliore, di allenare, perché adoro i miei giocatori. Voglio proteggerli sempre, per loro mi butterei nel fuoco. Ho 46 anni, non ho figli naturali ma ne ho 12 adottati. Mi hanno regalato una coppa europea e una finale Scudetto. Quattro mesi fa ero un balordo che arrivava da Formentera, oggi sono un allenatore nuovo: molto cambiato nella forma, ma non sarò mai politicamente corretto.

Poi il discorso si è spostato sul Taliercio e sull’infortunio subito da Stefano Gentile, ancora in dubbio per la partita di stasera:

Nel Taliercio con 100 gradi non si può giocare, lo hanno detto anche altri. Per fortuna Venezia ha tifosi corretti. Non ho detto quelle frasi per la rabbia della sconfitta. Se vincerà lo Scudetto Tonut, un ragazzo al quale sono legato, sarò contentissimo per lui. Noi abbiamo già vinto: c’è una città e tutta la Sardegna che ci sostengono.

Gentile? Non faccio pretattica. Non so ancora se giocherà, lo valuteremo in giornata dopo gli esami strumentali. Ripeto che non conosco la premeditazione.

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