Preview NBA 2015-16, Denver Nuggets: poche certezze, ma tanta voglia di tornare grandi

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Denver Nuggets

Dodicesimi ad Ovest nel 2014/2015 (30-52)

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Roster:

PM: Emmanuel Mudiay, Jameer Nelson, Erick Green, Will Barton
G: Randy Foye, Gary Harris, Nick Johnson
AP: Danilo Gallinari, Wilson Chandler, Mike Miller
AG: Kenneth Faried, Joffrey Lauvergne, J.J. Hickson
C: Jusuf Nurkic, Nikola Jokic, Darrell Arthur

La stella: Danilo Gallinari

Gallinari, leader assoluto dell'Europeo italiano
Gallinari, leader assoluto dell’Europeo italiano

E’ arrivato il momento della verità. Danilo, dopo 59 partite giocate in due stagioni, a causa di un infortunio, è pronto per dimostrare ancora una volta il suo valore: con la decisione di estendere il suo contratto e le immediate dichiarazioni post firma sembra chiaro che il punto di riferimento di questi Denver Nuggets stagione 2015/2016 sarà proprio il nostro italiano. A supporto della nostra tesi facciamo anche riferimento ad un Europeo vissuto da protagonista, non solo per la nostra nazionale, ma anche per quanto riguarda il ranking generale: 17.9 punti, 6.9 rimbalzi e 2.8 assist in 30 minuti di media a partita, tirando con il 66% da due, il 40% da tre punti e l’87.9% ai liberi. Cifre che lo hanno proiettato tra i migliori giocatori di tutta la manifestazione e hanno confermato come sia un giocatore con un talento indiscusso: dopo il calvario che lo ha portato tante, troppe volte lontano dal parquet ci si attende una stagione da vero leader.

L’arma in più: Kenneth Faried

La passata stagione è stata alquanto deludente, inutile girarsi intorno. Non parliamo tanto di statistiche: 12.6 punti e 8.9 rimbalzi di media tirando con il 50,7% dal campo, cifre che rispecchiano le medie che Faried ha sempre fatto registrare. Un giocatore che è stato soprannominato “Manimal” per il suo approccio aggressivo alla gara, l’anno scorso ha reso decisamente meno di quanto si aspettasse e non è riuscito ad imporsi come leader della squadra, nonostante le numerose assenze: offensivamente non gli si può chiedere molto, vista l’assenza di gioco in post e di un tiro affidabile dalla media distanza, ma la cattiveria che lo ha contraddistinto all’interno della Lega DEVE essere alla base del suo stile di gioco, cosa che è mancata più di una volta nel recente passato.

L’allenatore: Michael Malone

Una stagione altalenante, che ha portato al licenziamento di Brian Shaw: l’allenatore non era riuscito ad instaurare un certo feeling che i suoi giocatori e i mancati risultati hanno portato la società alla decisione di sostituirlo a stagione in corso con il suo assistente, Melvin Hunt. Una volta conclusasi la stagione, era importante avviare il rebuilding con un’allenatore di carattere e le idee chiare: la scelta finale è ricaduta su Michael Malone e questa decisione ha lasciato addetti ai lavori e tifosi leggerissimamente perplessi. Cacciato (ingiustamente) in un momento di delirio e onnipotenza dai Sacramento Kings per mano di Ranadive, il coach si è presentato al Media Day dicendo: “Sono stato capo-allenatore per una stagione e mezza: come potete giudicare il mio modo di operare e il mio stile di gioco?

Michael Malone alla prima intervista durante il Media Day
Michael Malone alla prima intervista durante il Media Day

Effettivamente non ha tutti i torti: è ancora troppo presto per poter definire il suo metodo di lavoro o i suoi schemi, resta comunque il fatto che all’inizio della passata stagione, con una squadra letteralmente INDECENTE, ha portato i Kings ad un record positivo: si prevedono molti contropiedi e giochi veloci, ma in fondo anche Malone ha ancora tutto da dimostrare.

Il mercato: Mudiay, Miller e Jokic per coprire la partenza di Lawson

Il tormentone Ty Lawson ha tenuto in stallo la società per tutta l’estate: dopo l’ arresto per guida in stato di ebbrezza e il conseguente ricovero in un centro di disintossicazione, i Nuggets hanno deciso di non poter fare più affidamento sul proprio playmaker e lo hanno ceduto agli Houston Rockets.

2015 NBA DraftIn previsione alla sua partenza, per coprire il vuoto che si sarebbe creato,  era già stato scelto con la settima scelta assoluta al draft Emmanuel Mudiay: forse il più pronto tra i rookies di quest’annata, visto che ha trascorso la passata stagione nel campionato professionistico cinese e non al college, come solito fare una volta concluso il liceo. Al suo fianco è stato preso Jameer Nelson, playmaker navigato che avrà in realtà pochi minuti sul parquet: il compito che gli è stato affidato è quello di istruire e preparare il giovane Mudiay. In estate è finalmente arrivato Nikola Jokic: centro classe 1995 scelto al draft del 2014, che avrà diversi minuti come prima alternativa di Jusuf Nurkic. Ultimo colpo del mercato è l’aggiunta di un altro veterano come Mike Miller: adesso sinceramente non si conoscono le sue reali condizioni fisiche, visti i tanti infortuni degli ultimi anni, ma svolgere anche lui il ruolo di tutor all’interno di una squadra giovane e talentuosa.

Le aspettative: una stagione di rebuilding per tornare competitivi

Possiamo affermare con certezza che i playoff per i nuovi Nuggets non sono un obiettivo raggiungibile: la competitività della Western Conference non dovrebbe permettere ad una squadra in piena fase di ricostruzione di qualificarsi alla off-season. Sicuramente questa stagione servirà prima di tutto a capire su quali giovani poter fare affidamento e su quali è meglio non puntare, trovare una certa alchimia e costruire un gioco solido per poter provare la prossima stagione a tornare tra le grandi della NBA.

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