Preview NBA: Memphis Grizzlies, continuare a dar fastidio alle Big

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Memphis Grizzlies

Quinti ad Ovest nel 2012/2013 (56-26)

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Il roster:

Mike Conley, Kenyoon Dooling / Tony Allen, Nick Calathes, Jerryd Bayless, Jamal Franklin / Tyshaun Prince, Quincy Pondexter, Mike Miller / Zach Randolph, Ed Davis, Jon Leuer, Willie Reed / Marc Gasol, Kosta Koufos, Melvin Ely.

Marc+Gasol+Memphis+Grizzlies+v+Los+Angeles+l7vMyLNTNAAlLa stella: Marc Gasol

Sembrano ormai lontani i tempi in cui Marc era solo il fratello di Pau. Alla luce delle ultime due stagioni non c’è dubbio su chi sia il miglior giocatore in famiglia, così come pochi sono i dubbi quando si tratta di inserire Marc tra i migliori centri NBA. Il prossimo salto di qualità sarà quello di confermarsi non solo dal punto di vista tecnico e tattico ma anche emotivamente imponendosi come leader visto che sul campo ha oramai dimostrato di saper fare di tutto, dal gioco in post offensivo, alla fisicità a rimbalzo, passando per il tiro da fuori e la capacità di leggere in anticipo lo svolgersi del gioco. Ciò che però impressiona di più di questo gigante sono due caratteristiche su tutte: la visione di gioco e la capacità di servire i compagni superiore a gran parte dei playmaker e i miglioramenti ottenuti ultimamente nella metà campo difensiva, tanto da esser eletto miglior difensore del 2012/2013.

L’arma in più: Mike Conley

Secondo molti Mike Conley è uno tra i giocatori più sottovalutati in NBA,  ma questo giudizio lo lasciamo a voi. Sicuramente è un playmaker perfetto per il gioco e per la squadra dei Grizzlies (o almeno per il gioco che è stato applicato negli ultimi anni). Anche lui dotato di una visione di primo livello, di un piazzato migliorato notevolmente rispetto al passato e di una fondamentale capacità nel gestire il ritmo della partita che lo ha reso sempre più importante nel gioco di Lionel Hollins. Per continuare questo sviluppo dovrà dimostrare che è in grado di emergere anche con un gioco diverso da quello del suo ex-coach, dopodiché sarà difficile continuare a sottovalutarlo.

Il coach: Dave Joerger

Già prima che Memphis venisse eliminata dagli ultimi Playoff si era diffusa la voce che Lionel Hollins avrebbe lasciato il timone in estate e così è stato. Per migliorare a volte è necessario cambiare e rimescolare le carte a disposizione e così è stato promosso Dave Joerger, vice allenatore dal 2007. Il suo compito sarà quello di migliorare l’identità offensiva della squadra continuando comunque a valorizzare il sistema del doppio lungo di peso.

Il mercato: rinforzata la panchina con gli arrivi di Koufos e Millermiller-memphis-e1374757669235

Nessun grande movimento in casa Grizzlies ma alcuni ritocchi che potrebbero rivelarsi fondamentali. L’obiettivo principale della dirigenza era infatti quello di migliorare una panchina troppo povera e corta. In parte ci sono riusciti, soprattutto per quanto riguarda la rotazione dei lunghi che vede ora presente anche Kosta Koufos (molto positiva la sua ultima stagione in maglia Nuggets) oltre ad Ed Davis che raggiunse Memphis nella trattative che portò Gay e Toronto. Il vero colpo però potrebbe essere il ritorno di Mike Miller, non tanto per quanto riguarda la regular season, ma per i playoff. Durante l’ultima post-season infatti a Memphis è evidentemente mancata la capacità di colpire con i tiri sugli scarichi ed in generale con il tiro da fuori e su ciò non abbiamo il minimo dubbio che Miller (se sano) possa dare una mano significativa, anche se potrebbe essere troppo poco se consideriamo l’intera durata della RS.

Aspettative: continuare a dar fastidio alle grandi della Western Conference

Le certezze ottenute negli ultimi anni sono andate via con Lionel Hollins. Gran parte dei progressi dei Grizzlies infatti dipendevano proprio dal loro allenatore in grado di creare un sistema perfettamente conciliabile con i suoi interpreti. Gasol, Randolph e Conley dovranno così riconquistare un gioco che trasmetta fiducia e per farlo avranno a disposizione tutta la prima parte della stagione. Il loro obiettivo però non cambia, rimanere alle porte e dar fastidio alle grandi della Western Conference per cercare il colpo nei PO.

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