Preview Serie A 2014-15, ottava fila: Pesaro & Pistoia

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Con l’avvio del prossimo campionato di Serie A ormai alle porte, BasketUniverso inizia la presentazione delle squadre che prenderanno parte al torneo. Lo facciamo con un nostro particolare power ranking: una griglia di partenza suddivisa in otto “file”, sullo stile della Formula Uno.

Iniziamo oggi con l’ottava fila che comprende la quindicesima e la sedicesima forza del campionato, secondo la nostra stima.

16. CONSULTINVEST PESARO (a cura di Roberto Caporilli)

victoria libertas pesaro logoLa salvezza dello scorso anno ha avuto del miracoloso sia per la qualità del roster sia, soprattutto, per il modo clamoroso con cui è arrivata, al termine di una fantastica rincorsa. I protagonisti, su tutti Turner e Anosike, hanno lasciato le rive dell’Adriatico e la società ha dovuto ricostruire in estate, partendo da due punti fermi: coach Dell’Agnello e lo scarso budget a disposizione. L’allenatore, dopo aver ricevuto aspre critiche nel corso della stagione, si è rivelato alla fine l’arma in più, riuscendo ad infondere nei suoi ragazzi la voglia di non mollare mai e di credere nella salvezza. A sua immagine e somiglianza, anche per via delle poche risorse economiche a disposizione, si è puntato su giocatori giovani e vogliosi di emergere. Quello che fa della VL la principale candidata alla retrocessione è proprio la poca esperienza del roster e una panchina non molto affidabile. La cabina di regia sarà affidata a Kendall Williams, in arrivo da New Mexico, giocatore dotato di grande atletismo e abile nell’1 contro 1. In guardia spazio ad Anthony Miles, altro rookie, mancino con buon tiro da fuori e più che discreto difensore. Ala piccola titolare sarà Tommaso Raspino, solidissimo giocatore in arrivo da Biella che avrà l’opportunità di trovare spazio anche in Serie A. Dalla panchina usciranno due buonissimi tiratori, il cui impatto nella massima serie è tutto da verificare visto che entrambi nella scorsa stagione non avevano convinto a Forlì: Nicholas Crow (italiano a tutti gli effetti, figlio di Mark, ex giocatore degli anni ’70) e Niccolò Basile. Unica certezza fra gli esterni non titolari sarà Bernardo Musso, giocatore italo-argentino partito dalle minors, affermatosi a Forlì e autore di una ottima seconda parte di campionato lo scorso anno. Ala grande titolare sarà LaQuinton Ross, giocatore dall’enorme potenziale offensivo e per molto tempo sui taccuini delle squadre Nba, ex compagno di Amedeo Della Valle ad Ohio State; dietro di lui il giovane Lorenzo Tortù, il decimo uomo delle rotazioni. Anche nella posizione di centro troviamo due rookie: il titolare dovrebbe essere Juvonte Reddic, altro giocatore da tenere d’occhio perché unisce alle doti fisiche anche una discreta abilità con il pallone fra le mani; mentre è prettamente atletico Wally Judge, che vanta anche due stagioni a Kansas nel suo curriculum.
Una squadra dunque tutta nuova e inesperta ma che, soprattutto in alcuni elementi, presenta diversi motivi d’interesse: di certo non sono spacciati e se dovesse esserci l’esplosione che si attendono nelle Marche potrebbero regalare soddisfazioni ai tifosi.

15. GIORGIO TESI GROUP PISTOIA (a cura di Bernardo Cianfrocca)

logo-pistoia-basket-2000Squadra che vince o, perlomeno, squadra che fa bene, non si cambia. Purtroppo questo detto non ha trovato applicazione nella Giorgio Tesi Group Pistoia: dopo la straordinaria stagione da neopromossa, coronata da un insperato raggiungimento dei playoff e dalla combattutissima (e persa) serie contro Milano, se ne sono andati tutti i protagonisti di quella strepitosa annata. Wanamaker, Washington, Gibson, Daniel e Johnson sono volati verso lidi più ambiziosi, ricchi e competitivi. E’ rimasto però l’artefice principale di quel miracolo: Paolo Moretti, il coach che, in questa stagione, dovrà costruire un nuovo gruppo, una nuova amalgama, cercando di valorizzare quei nuovi giocatori che, almeno a primo impatto, non scaldano il cuore di esperti e, soprattutto, tifosi. Partendo dai probabili punti di forza, la squadra sembra ben fornita nel reparto dei piccoli: Langston Hall, destinato ad essere il play titolare, sembra essere stato l’acquisto più interessante. Viene da quattro stagioni disputate in continuo crescendo nella Mercer University con la canotta dei Bears: nell’ultima annata è stato nominato miglior giocatore dell’Atlantic Sun Conference grazie alle sue ottime doti sia di passatore, che di  realizzatore che di difensore. Un mix completo che potrebbe renderlo una delle sorprese della prossima stagione. Attorno a lui Daniele Cinciarini è pronto a riconfermare quanto di buono fatto vedere a Montegranaro dove, però, era la prima opzione offensiva della squadra. Ariel Filloy garantisce pochi minuti di qualità, ma senza grandi exploit, mentre gli altri americani Brown, Milbourne e Williams, impiegabili sia come guardie che come ali, sembrano essere più dei giocatori di sistema che dei trascinatori alla Washington o alla Gibson. In particolar modo da tenere d’occhio il tiro da dietro l’arco di Williams, che in D-League ha chiuso con il 45% nella scorsa stagione, la versatilità di Milbourne, giocatore che potrà risultare molto utile avendo già delle importanti esperienze europee con Limoges e Panionios. Spostandoci però sotto canestro, emergono le vere debolezze e i concreti limiti della squadra. Linton Johnson l’anno scorso, fra Sassari e Varese, ha dimostrato di aver intrapreso da tempo il viale del tramonto. Moretti ha il compito di rigenerarlo e allungargli la carriera ma, nel frattempo, non può nemmeno godere di una validissima alternativa. Daniele Magro, infatti, seppur per la prima volta in una vetrina che può dargli maggior spazio, non sembra avere i numeri e le qualità sufficienti per far dimenticare, almeno in parte, l’ottimo JaJuan Johnson. Per sopperire a queste mancanze nel ruolo di pivot, servirà un grande sforzo sia di Moretti che degli esordienti americani sopracitati. Infatti, lo svedese proveniente dal college Czerapowicz è una vera scommessa e i giovani italiani Bianchi, Mastellari e Severini, difficilmente potranno ritagliarsi un ruolo importante e di prim’ordine. Una squadra che, dunque, nonostante una panchina più affidabile e lunga dello scorso anno, si appresta a lottare per una comoda salvezza, visto il deficit qualitativo e atletico sotto le plance e un quintetto non straordinario come quello dell’ultimo campionato. Ciò che è sicuro è che nemmeno lo scorso anno si sarebbe puntato un euro su Pistoia e, nel caso in cui dovesse esserci una nuova smentita, si dovrebbe iniziare a costruire una statua raffigurante Moretti.

 

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