Promossi e bocciati del girone di andata di EuroLega

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Le prime 15 giornate della regular season 2018-2019 di EuroLega sono ormai concluse e le squadre sono arrivate al giro di boa: se le corazzate Fenerbahce, CSKA e Real Madrid sono quasi certe di aver ormai conquistato un posto ai playoffs (a meno di leggendari scivoloni), tutte le altre sono ancora coinvolte in una lotta serrata per gli altri 5 posti disponibili, con Darussafaka e Buducnost che devono, però, già sperare in un miracolo.
In questo articolo analizziamo alcune squadre ed alcuni protagonisti di questo girone d’andata, dividendoli in 3 gruppi.

PROMOSSI

Fenerbahce Beko Istanbul
La magia di Gigi Datome contro il Real Madrid ha permesso alla squadra di coach Obradovic di terminare il girone d’andata con una sola sconfitta, quella patita nel derby della quarta giornata in casa dell’Efes. I turchi schierano un Vesely serio candidato per il premio di MVP, schierabile finalmente anche negli ultimi minuti di gara dato l’impressionante 84.5% con cui sta tirando i liberi, un Guduric che sta ripagando alla grande la fiducia del proprio allenatore ed il solito core di giocatori affermati, ma con ancora una fame immensa di vittoria; i nuovi arrivati Lauvergne e Green (sostituto di Ennis) si sono già integrati al meglio e la strada sembra tutta in discesa.

Anadolu Efes Istanbul
Nonostante le 4 sconfitte nelle ultime 5 partite, l’Efes è ampiamente promosso in questo girone d’andata: il record di 8-2 nelle prime 10 gare potrebbe permettere alla squadra di Ataman qualche distrazione nelle prossime 15 partite, mantenendo comunque un posto ai playoffs. Beaubois e Micic hanno ampiamente sopperito all’incostanza di Larkin, sotto canestro la coppia Pleiss-Dunston è da far invidia alle migliori e la sapienza cestistica degli esperti Simon e Moerman ha risolto alcune partite punto a punto a favore dei turchi. La vittoria contro i semi-imbattuti rivali cittadini del Fenerbahce poi, vale quasi da sola una stagione.

Will Clyburn
L’ala classe 1990 è alla terza stagione il EuroLega, la seconda con il CSKA: in queste prime 15 partite si è dimostrato essere un all-around player con pochi eguali in Europa, capace di marcare i migliori giocatori avversari e allo stesso tempo produrre cifre invidiabili in attacco; il 60.7% da 2 è degno dei migliori centri, peccato che l’americano giochi prevalentemente sul perimetro. Il dato statistico che salta maggiormente all’occhio è il numero di rimbalzi catturati: Clyburn è quinto nella classifica assoluta della competizione con 7.3 a gara, oltre ad occupare il sesto posto per quanto riguarda la valutazione generale (20.3 di media).

Anthony Randolph
L’addio di Luka Doncic ha portato alcuni suoi ex compagni a compiere uno step in avanti in fatto di produzione offensiva e di leadership: se Campazzo ha preso in mano la gestione del gioco, Randolph è diventato la prima punta offensiva, passando davanti persino a Llull. Le cifre non dicono tutto: 13 punti, 5 rimbalzi di media, tirando con il 53.7% da 2 ed il 44.9% da 3 (rispetto al 31% della passata stagione) sono numeri “normali” per un giocatore del suo talento, la differenza sta tutta nella fiducia che coach Laso gli ha dato in questa prima parte di stagione, chiamando spesso giochi per lui quando la partita è in bilico.

RIMANDATI

AX Armani Exchange Olimpia Milano
L’unica squadra del nostro Paese a partecipare a questa edizione di Eurolega quest’anno ha allestito una squadra che, sulla carta, non ha nulla da invidiare alle superpotenze europee: James, Nedovic e Micov formano forse il miglior trio di esterni che si possa avere, Gudaitis e Tarzcewski una coppia di lunghi difficile da eguagliare e dalla panchina escono giocatori come Bertans e Kuzminskas, insomma le premesse ci sono tutte, ora devono arrivare anche i risultati. Il nono posto con 7 vittorie ed 8 sconfitte li mantiene ancora in piena corsa per un posto ai playoffs, obiettivo dichiarato di inizio stagione, ma se Milano vuole ambire a qualcosa di grande, deve essere capace di migliorare nel gioco e nella continuità, dimostrando di non essere troppo James-dipendente.

Panathinaikos OPAP Atene
La dirigenza biancoverde, dopo aver a lungo minacciato di non partecipare alla competizione, ha deciso di puntare su un gruppo di giocatori affermati (Calathes, Gist, Lasme, Langford, Lojeski, Thomas, Pappas) che, forse, le migliori stagioni le ha lasciate alle spalle, ma che comunque rimane di primissimo livello. La squadra non ha reso sicuramente secondo le aspettative, ma il recente cambio di allenatore (fuori Pascual, dentro Pitino) ci ha spinto ad inserire i greci nel gruppo dei rimandati, proprio perchè siamo curiosi di vedere se saranno capaci di risollevarsi: nulla è perduto, il Pana è in piena corsa playoff e Pitino può dare la giusta spinta motivazionale ai suoi giocatori per permettergli di raggiungere l’obiettivo.

Sarunas Jasikevicius
Il coach lituano dello Zalgiris Kaunas ha stregato tutti gli appassionati la scorsa stagione: 18-12 in regular season e la storica conquista di un posto alle Final Four dopo la vittoria nella serie dei quarti di finale contro l’Olympiacos; quest’anno, dopo i primi 15 incontri, i biancoverdi viaggiano in ottava posizione con 7 vittorie ed 8 sconfitte, ma non sembrano esprimersi agli stessi livelli. La forza della squadra di coach Saras è una grande intensità difensiva, spesso a tutto campo, unita ad una circolazione di palla esasperata in attacco alla ricerca del good to better shot: gli interpreti sono di certo cambiati, non ci sono più Pangos, Toupane e Micic, ma sono arrivati Westermann, Wolters, Walkup ed il cavallo di ritorno Grigonis, che forse hanno bisogno di qualche partita in più per integrarsi al meglio.

BOCCIATI

Maccabi FOX Tel Aviv
La squadra di coach Sfairopoulos si trova al tredicesimo posto in classifica, al pari del Khimki, con 5 vittorie in 15 incontri e, nonostante l’ultima vittoria contro Milano (frutto di una prestazione fuori dal comune di O’Bryant), ha condotto un girone d’andata molto al di sotto delle aspettative: i ben 11 giocatori USA nel roster (compresi i naturalizzati Tyus, DiBartolomeo e Cohen) sono l’emblema dei tempi che cambiano in casa Maccabi, da sempre orgoglio nazionale, che forse ha perso quella connessione col pubblico che spesso è stata la forza della squadra. Scottie Wilbekin è probabilmente l’unico che ha reso secondo le aspettative, mentre i suoi compagni stanno giocando al di sotto delle proprie possibilità: le 8 sconfitte maturate nelle prime 9 gare di regular season sono uno dei punti più bassi toccati nella storia della società in Eurolega e coach Sfairopoulos, subentrato a Spahija il 18 Novembre, deve correre ai ripari il più in fretta possibile.

Darussafaka Tekfen Istanbul
La vittoria nell’ultimo turno contro l’ex coach David Blatt è solamente la seconda di questa stagione per una squadra che dire deludente è un eufemismo: era dal 16 Ottobre (71-63 contro il Buducnost) che i campioni in carica di EuroCup non riportavano un successo in Eurolega, ed i 4 punti in classifica li relegano all’ultimo posto, dietro allo stesso Buducnost ed al Khimki. Il 12 Dicembre la dirigenza ha deciso di dare uno scossone, rimpiazzando coach Ahmet Caki con Selcuk Ernak, ma le cose non sono comunque cambiate: la squadra appare ancora non in grado di competere a questo livello. Su tutte, spicca la sconfitta per 116-70 in casa del Bayern Monaco, partita in cui la compagine bavarese ha riscritto quasi tutti i propri record della competizione.

Kevin Pangos
Il playmaker canadese viene da una stagione da assoluto protagonista con la maglia dello Zalgiris Kaunas, che grazie alle sue giocate è riuscito ad ottenere un’inaspettata qualificazione alle ultime Final Four: 12.7 punti e 5.9 assist di media, uniti ad una leadership conquistata sul campo hanno fatto diventare il classe 1993 l’idolo dei tifosi lituani. Quest’anno Pangos ha tentato il grande salto, con l’approdo al Barcelona, che cercava disperatamente un leader sugli esterni dopo l’addio di Navarro, ma finora ha largamente deluso le aspettative: coach Pesic gli ha dato fiducia più e più volte, alternandolo ad Heurtel in quintetto base, ma il nativo di Denison non ha quasi mai riposto presente, tirando con il 20.8% da 3 punti (10/48) e perdendo quasi due palloni a gara.

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