Prospetti NCAA #10: Jerami Grant

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hi-res-460576999-jerami-grant-of-the-syracuse-orange-drives-to-the_crop_exactAltezza: 204 cm

Peso: 98 kg

Ruolo: Ala piccola

Classe: Sophomore

Università: Syracuse Orange

Età: 20  (12/03/1994)

 

 

 

Tra le squadre che hanno espresso il miglior basket in questo campionato, non si può non nominare Syracuse che per un lunghissimo periodo è rimasta imbattuta, e definita da molti la miglior squadra della nazione. Dal ricco roster a dispozione di coach Boeheim, spicca senz’altro Jerami Grant, un’ala piccola veloce e molto promettente.

Che Jerami fosse destinato a giocare a basket era ovvio sin dalla nascita: suo padre, Harvey Grant, ha giocato a basket nel college di Clemson e Oklahoma e nella NBA con Washington (Bullets e Wizards), Portland e Philadelphia. Harvey è stato la 12° scelta assoluta nel Draft NBA del 1988 e ha giocato nella NBA per 11 anni. Jerami ha anche due fratelli maggiori: Jerai ha giocato al  college a Clemson e Jerian attualmente gioca nel college di Notre Dame. Ma in famiglia chi ha avuto più successi ad alti liveeli è lo zio di Jerami, Horace Grant, che ha giocato al  Clemson ed è stato quattro volte campione NBA con i Chicago e Los Angeles. Horace è stato la 10° scelta assoluta nel 1987 dei Chicago Bulls e ha militato nella NBA per 17 anni. Nonostante il suo albero genealogico, Jerami iniziò a giocare nella squadra di basket scolastico al DeMatha Catholic quando era al secondo anno. Uscendo da scuola superiore è stato classificato 11° tra le migliori potenziali ali  secondo ESPN 100 rankings.

Arrivato al college, e trasferitosi a New York, i minuti di gioco di Grant sono aumentati costantemente nella sua prima stagione con i Syracuse. Ha una media di 11 minuti a partita nelle prime 10 partite della stagione , poi 18 minuti a partita nelle successive 10 partite , con una vistosa crescita del 61%, sintomo di un veloce adattamento agli schemi del nuovo coach. Ha avuto più minutaggio  nelle ultime quattro partite di gennaio nel 2013 rispetto agli altri tre giocatori in rotazione nella parte posteriore della collaudatissima difesa a zona 2-3 di coach Boeheim ( Rakeem Christmas, DaJuan Coleman e Baye Moussa Keita ). La sua prima partenza in carriera in quintetto è avvenuta  nel febbraio 2013 dopo che  DaJuan Colemen si era infortunato al ginocchio.

Passando alle doti tecinche, salta subito agli occhi la fisicità e l’elevatissimo atletismo del ragazzo, che a livello di college, sovrastagrant_g_Grant_sl_640 quasi tutti i suoi pari ruolo, avvantaggiato inoltre dalla sua velocità: pur essendo più alto di 2 metri , con un peso molto vicino ai 100 kg, mostra una buona esplosività nelle gambe e una discreta velocità in campo aperto. Questa fisicità, aggiunta a una buona apertura alare, fa si che Grant sia un importante fattore anche sotto canestro, soprattutto in attacco: cattura 6.8 rimbalzi di media a partita, dei quali 2,4 sono in fase offensiva, regalando alla sua squadra un ulteriore possesso, o andando direttamente a canestro in tap-in. Il suo fisico lo rende anche molto versatile, permettendogli di ricoprire più di un ruolo ( almeno in NCAA). Molto apprezzabile anche in fase realizzativa, tirando dal campo quasi con il 50%, con una media di 12 punti a partita. Non male neanche il passaggio, anche se produce pochi assist per i compagni, preferendo ( a volte troppo) la conclusione personale.

Molto versatile come detto, ma in ottica NBA sembra più propenso nel giocare come un 3 che come un 4. In aggiunta è da valutare se effettivamente sia affidabile in fase difensiva, o almeno in una difesa diversa da quella al quale è abituato. Ma le carenze maggiori sono in attacco: è praticamente inesistente con il tiro da 3 punti ( solo 0.2 tentativi a partita!), e non l’abbiamo praticamente mai visto giocare in post.

Tanto potenziale ma dimostra di essere ancora un cantiere aperto, con difetti tecnici a volte notevoli da migliorare enormemente, e un fisico ancora da livellare per poter essere dominante anche in NBA. Per questi motivi probabilmente non avrà un grande minutaggio nei primi mesi dopo la sua scelta, che sicuramente non avverrà tra i primi posti, ma che con un buon allenamento e un pò di pazienza, potrebbe regalare alla sua squadra un ottimo giocatore.

 

 

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