Quando il basket va oltre l’età: Finali Nazionali U20 a Cantù ma con tifo da F4 di Eurolega

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Ieri sera sono andate in scena due semifinali scudetto under20 eccellenza meravigliose tra Venezia-Biella e Cantù-Stella Azzurra Roma.

Due partite a dir poco emozionanti, finite entrambe all’overtime, con quattro compagini che hanno lottato con i denti e con le unghie fino all’ultimo secondo, ma hanno anche pianto lacrime di amarezza una volta arrivata la sconfitta. E’ il caso del giovanissimo inglese Carl Wheatle, autore di 26 punti e 14 rimbalzi, che però ha sbagliato due liberi pesantissimi nei secondi finali del supplementare, lasciando la vittoria ai veneti. Chi l’ha visto piangere a pochi centimetri di distanza (com’è successo a me) ha veramente capito qual è la bellezza e l’essenza di questo sport: puoi giocare la partita migliore della tua carriera (26+14, ripetiamo) ma se arriva la sconfitta a seguito di un tuo errore tutto finisce, tutto muore. La pallacanestro è anche, purtroppo e per fortuna, questo.

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Dall’altra parte del campo invece c’è l’immagine del giovane Ricky Visconti con la palla in mano che salta in aria raggiante e felice, cosciente di essere di fronte ad uno spettacolo meraviglioso, con una cornice di pubblico unica (anche se non erano ancora arrivati tutti i tifosi canturini).

Alle ore 20:15 circa (c’è stato un quarto d’ora di ritardo causa supplementare dell’altra semifinale), è fissata la palla a due tra Cantù e Stella Azzurra e il Pianella è stracolmo di persone, se non tutto esaurito, ci manca pochissimo (più di 3000 persone). La Federazione è stata “costretta” dai tifosi canturini a spostare la sede delle semifinali e delle finali al Pianella perché nei quattro giorni precedenti i supporters biancoblu hanno riempito a centinaia il Parini, nonostante si giocasse ad orari lavorativi come le 16.00 di pomeriggio. Ecco che quindi, in via preventiva, si è deciso di spostarsi nel “Tempio del basket”. Per fortuna. Le persone presenti ieri sera a Cucciago probabilmente non ci sarebbero state nemmeno in due Parini e questo non è affatto un eufemismo.

Gli Eagles cantano per 45′ come se stessero giocando Ukic, Hodge e Fesenko e non Zugno, Cesana e Nwohuocha. Eppure lo spettacolo in campo non ha nulla da invidiare, con i giocatori della prima squadra a bordo campo sempre sorridenti e anche un po’ emozionati nel vedere dei ragazzini (stiamo parlando di 18-19enni) lottare su ogni singolo pallone come se fosse quello decisivo.

zugno cantùA fine partita, una volta ottenuta la vittoria, i tifosi canturini esplodono ed esultano come se avessero vinto un derby contro l’Olimpia Milano, quella di Alessandro Gentile, Kruno Simon e compagni, non la Stella Azzurra di Da Campo, Radonjic e Nikolic, pur essendo loro dei prospetti importantissimi del panorama nazionale ed europeo.

Certe volte non servono giocatori pagati centinaia di migliaia di euro per assistere ad uno spettacolo meraviglioso, certe volte bastano 24 ragazzi con tantissima voglia di lottare, vincere e divertirsi per avere lo stesso risultato. Sono queste partite che ci fanno innamorare sempre di più di questo sport emozionante.

Come hanno ben cantato gli Eagles a fine partita: “Orgogliosi di voi!”, coro non riferito solo ai ragazzi di Visciglia ma a tutti coloro che sono scesi in campo ieri, perché una vittoria non potrebbe essere tale senza dei degni avversari. E ieri la Stella Azzurra ha giocato una partita fantastica, tant’è che, mentre i romani si dirigevano verso gli spogliatoi, tutto il Pianella ha tributato loro uno scrosciante applauso in segno di grandissimo rispetto e orgoglio.

Qui tutto il Pianella in piedi a cantare per sostenere i propri beniamini:

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