La guerra nella Striscia di Gaza si sta rivelando una vera e propria catastrofe umanitaria. Un conflitto che sta generando morti, distruzione e una situazione complicatissima per tanti palestinesi che vivono in quel territorio.
La guerra ha toccato anche il mondo dello sport e nello specifico il basket, come spiegato dal coach Max Menetti e da Drew Crawford in una intervista esclusiva rilasciata al nostro portale. Come tutti gli altri ambiti della vita quotidiana, il conflitto ha causato perdite anche in termini economici pure alle società di pallacanestro. In particolare, le squadre israeliane impegnate nelle coppe europee sono costrette a giocare le loro partite all’estero per questioni di sicurezza. Ciò ha causato un aggravio dei costi e l’azzeramento delle entrate da botteghino.
Il sito Israelhayom, ripreso da Sportando, ha analizzato nel dettaglio i conti dei quattro club.
Maccabi Tel-Aviv
Il Maccabi sta giocando le sue partite interne di EuroLega a Belgrado, cosa che rappresenta un grande problema visto che la metà delle entrate del club derivano dal botteghino e da tutto ciò che è connesso alle gare. Di noma i “Gialli” hanno 9500 abbonati e vendono singolarmente i circa mille biglietti che sarebbero destinate alle tifoserie ospiti, raramente presenti in Israele, incassando complessivamente altri 1,5 milioni di euro. Per andare e tornare dalla Serbia (visto che i match di Winner League si giocano regolarmente in patria), oltre che per soggiornare a Belgrado e affittare l’impianto, il Maccabi ha speso un altro milione e mezzo. Si parla già di un -3 milioni, ai quali aggiungere i costi per la quota abbonamento che verrà restituita ai tifosi in virtù delle sfide a cui non hanno potuto assistere. In questo caso il club pianifica di limitare i danni, dando indietro ai proprio supporters solamente il 10%, privandosi di almeno un altro milione. In totale, dunque, 4 milioni di euro andati in fumo.
Hapoel Gerusalemme
La squadra della Capitale avrebbe perso almeno un decimo del suo budget a causa di una Champions League giocata interamente lontano da casa. Anche l’Hapoel ha scelto Belgrado ma per l’ultima sfida “interna” si sposterà a Szombathely, in Ungheria. La stima di perdite da botteghino è di circa 100.000 euro per ognuna delle cinque partite finora disputate sulla carta in casa. A questa cifra vanno aggiunte le spese per i trasferimenti.
Hapoel Tel-Aviv
La seconda squadra di Tel-Aviv, impegnata in EuroCup, aveva fatto registrare il sold out del proprio impianto con gli abbonamenti. Alla fine, invece, si ritrova a spendere 100.000 euro fra trasferimenti, alloggi e affitto ogni volta che gioca una gara interna, anch’essa a Belgrado. Si parla di una spesa di circa un milione di euro, a cui aggiungere quanto bisognerà eventualmente investire per rimborsare gli abbonamenti.
Hapoel Holon
Anche loro hanno bruciato il 10% del loro budget, a dispetto di un’ottima stagione in Champions League. Finora le spese sono state di circa 400.000 euro ma con un eventuale passaggio ai quarti di finale di sicuro verrà sfondato il muro dei 500mila. Per ogni sfida giocata in Ungheria, l’Hapoel Holon perde circa 20.000 euro di incassi e ne spende 50.000. A ciò si aggiungono altri 500.000 di mancati introiti causati dall’annullamento dei finanziamenti istituzionali.
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